A vedere questo Insigne cresce il rammarico per un talento sprecato

Chiunque è capace di giocare male, anche un grande calciatore. Il contrario però è impossibile: chi è scarso non potrà mai giocare bene. Sembra una banalità, e lo è. Ma serve a rendere l’idea di giocatori come Insigne. Che sia dotatissimo dal punto di vista tecnico è una cosa che non è minimamente in discussione. Che spesso e volentieri le sue prestazioni non siamo all’altezza delle sue capacità è un dato oggettivo. Per questo motivo è bene interrogarsi sul perché tante volte giochi male, invece di sorprenderci quando delizia i tifosi.

In nazionale, in due partite, è stato il vero trascinatore della squadra. Col il Napoli in tutto il girone di ritorno è stato un vero e proprio desaparecido. E la colpa, sia ben chiaro, è essenzialmente la sua. Certo, Ancelotti, sbagliando, lo utilizzava in modo diverso. Esattamente come capitava prima in nazionale con Ventura. Lui è un esterno sinistro, e deve in linea di principio pensare solo alla fase offensiva. Se lo si costringe a correre come un Ciccio Graziani qualsiasi, perde l’estro. Detto questo è anche, soprattutto, una questione di testa. Con Napoli quest’ano non ci stava, esattamente come gli capitava in passato con la nazionale. Su questo il ragazzo, e chi gli sta vicino, dovrebbe lavorare. A 28 anni può ancora scrivere grandi pagine di calcio, anche se probabilmente è tardi per diventare un fenomeno come qualcuno si immaginava.

Perché poi la realtà, amara, è questa: Lorenzo ha probabilmente sciupato le occasioni per fare una grandissima carriera. Quella carriera che era lecito attendersi quando incantava tutti da ragazzino. Non gli mancavano (non gli mancano) le qualità tecniche. Gli sono mancato (e gli mancano ancora) altro genere di qualità, che poi fanno la differenza.

Certo che tutto questo fa rabbia. Per questo invece di stupirsi ed esaltarlo quando gioca bene, sarebbe bene concentrarsi quando gioca male.

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