Una storia non scritta dai vinti: La coccarda rossa

Di Vincenzo Graziano

“Non mancarono certamente fedeli e difensori della monarchia napoletana, al suo cadere, nel 1860:
soldati ligi alla loro bandiera, politici che volevano serbare all’Italia Meridionale l’Indipendenza, cortigiani
affezionati alle persone dei Sovrani. Per quella monarchia, per impedirne la rovina o per tentarne la
restaurazione, fu versato sangue nei combattimenti, si abbandonò il suolo patrio per gli esili, si soffersero
accuse e prigionie, si sperò e si congiurò, e, quando altro non era più possibile, assai si rimpianse e forte si
sospirò. Non intendiamo disconoscere queste prove di costanza che furono date allora da non pochi, ne la
schiettezza del sentimento che le ispirava”
(B. Croce, Uomini e cose della vecchia Italia)

La storia la scrivono i vincitori. Quante volte abbiamo sentito nominare questa frase ormai di uso comune. Questa val bene per le guerre mondiali che hanno devastato il ventesimo secolo, ma ancor di più possiamo farla risalire ad altri periodi, neanche troppo lontani.
Uno di questi è fondamentale per la storia del nostro paese; già il nome è denso di mito, inciso nelle menti
di chi serbava ancora un minimo di amor patrio (diverso dal becero nazionalismo) e che ha appassionato
generazioni di studenti (almeno quelli che cercavano di impegnarsi a comprendere e imparare finendo
talvolta per appassionarsi, soprattutto in tempi in cui non ci si distraeva con gli smartphone guardando
influencers di effimera moda o l’ultimo youtuber di grido bestemmiare). Il periodo di cui parliamo ha un
nome preciso: Il Risorgimento. Sotto tale definizione indichiamo il periodo storico, o meglio l’ultima parte di
esso che ha condotto all’Unità d’Italia.
La nostra storia si svolge durante il cosiddetto brigantaggio postunitario, momento storico nel momento
storico, avvenuto al termine del Risorgimento, prima di avere Roma Capitale, e cominciato già prima della
capitolazione del Regno delle Due Sicilie con la caduta della Fortezza di Gaeta, ultima sede dei Reali
Borbonici prima dell’esilio.
Parigi 1888. All’ombra della Torre Eiffel in costruzione in vista della prossima esposizione universale, un
distinto gentiluomo di mezza età legge in un Bistrot un quotidiano sorseggiando un caffè. Qualcosa nel suo
aspetto non passa inosservato a un giornalista Napoletano di passaggio nella capitale Francese. Riconosce i tratti di Francesco Secondo, ultimo sovrano del Regno Delle Due Sicilie, e non perderà l’occasione di domandargli il racconto di fatti accaduti quasi 30 anni prima.
Questo l’inizio della Coccarda Rossa, una graphic Novel edita da Segni d’autore, nata dagli studi di Mauro
Mercuri su sceneggiatura di Carlo Bazan e realizzata graficamente dal maestro Carlo Rispoli.
L’esigenza è quella sentita sempre di più negli ultimi anni di indagare su un pezzo della nostra storia, di
illuminare un periodo troppo presto archiviato con facilita, e con lo scopo di ridare dignità a quei
personaggi che frettolosamente e per comodità altrui furono bollati come briganti.
Questi rivisti sotto un altra luce e dopo aver demolito il velo censorio calato dalla storia (scritta come già
detto dai vincitori) assomigliano più a dei partigiani dato che, con una guerriglia ben organizzata, misero in
scacco 120000 soldati Sardo Piemontesi, più della metà dell’esercito Sabaudo. La liberazione del meridione, tanto pubblicizzata al mondo intero, altro non fu che un occupazione militare, e, quello che era stato il regno più grande d’Italia fu ridotto, in una manciata di mesi utilizzando le parole dello stesso Garibaldi, al rango di una Colonia.

La struttura è quella del romanzo storico dove, sullo sfondo di vicende realmente accadute, i protagonisti,
ispirati a figure realmente esistite incrociano personaggi e fatti storici.
Nicola Cardone è un Sottufficiale degli Ussari Reali del Regno delle Due Sicilie. Dopo essere evaso dal
carcere Lager di Fenestrelle, luogo che ha visto lo sterminio di migliaia di prigionieri, ritorna al suo paese
natale, Ponte Pago (1) . Ritroverà il suo amore, Rosaria ma anche un suo rivale, Gaetano Izzo, che arruolatasi nella Guardia Nazionale al soldo dei Piemontesi tenterà di vendicarsi in tutti i modi.
La speranza data dal ritorno dell’ufficiale lealista porterà la rivolta dell’intero paese e intorno a lui si
stringeranno soldati che non si erano arresi al nuovo regime.
I Piemontesi non staranno a guardare e lo scontro tra i Bersaglieri inviati dal generale Cialdini e gli insorti, le cui file saranno ingrossate anche da truppe legittimiste inviate dalla Spagna sarà cruento.
Nicola intanto non smetterà di inseguire Gaetano Izzo, fin tanto da imbarcarsi per le Americhe, dove il
traditore aveva trovato rifugio. Questa parte della storia sarà narrata nel seguito della coccarda Rossa: La
disfatta dei cavalieri grigi.
Il soggetto della Coccarda Rossa è di Mauro Mercuri, nato a Roma e laureato in Lettere con indirizzo
Storico-Antropologico è autore di un saggio sullo stesso argomento, L’anello di Zinco dove ripercorre i fatti
storici che hanno portato la nascita del Brigantaggio nell’Italia post unitaria. Per la stesura del soggetto
della Coccarda Rossa lo storico si è valso di documenti rimasti pressoché inediti finora, reperiti nell’archivio
storico dell’Esercito Italiano.
Alla sua sesta prova da sceneggiatore troviamo il Palermitano Carlo Bazan, amante dell’avventura classica
in genere ed esperto di Salgari. Suo è il ciclo Deerfield 1704 ambientato durante l’omonimo raid avvenuto
nelle guerre Franco Inglesi in Nord-America.
Ai pennelli abbiamo Carlo Rispoli, Grossetano e che ha frequentato la prestigiosa scuola newyorkese “The
Joe Kubert School of Cartoon and Graphic Art”. Prima della Coccarda Rossa sempre per Segni d’Autore
ritroviamo la trilogia “ The Treasure Island” con ai testi Manuel Pace ispirata all’opera di Stevenson.
La Coccarda Rossa è un opera che si legge come un romanzo d’avventura ma che ci mostra la Storia da un altro punto di vista.

La coccarda Rossa
Edizione Segni D’Autore
Cartonato dorso quadro e capitelli, con sovracoperta
carta da 140 gr., misure cm. 21×30
104 pagine tutte a colori, con introduzione, note storiche e bibliografia
Soggetto di Mauro Mercuri
Sceneggiatura di Carlo Bazan
Illustrazioni e Disegni a fumetti di Carlo Rispoli
Galleria dei personaggi negli acquarelli di Carlo Rispoli
ISBN 9788898529063
Euro 23

 

1) Ponte Pago = località immaginaria ispirata ai paesi di Pago Veiano e Ponte Landolfo che tra il 7 e il 14 dicembre 1861 condivisero le stesse tristi vicende.

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