“Lo vedrai se credi”: è questo il cavallo di battaglia di mister Luciano Tarallo, attuale allenatore dei portieri della Casertana ed ex allenatore dei portieri del Napoli.

Il Mister ha fatto di “Lo vedrai se ci credi” un suo cavallo di battaglia, capovolgendo la forma di pensiero “vedere per credere”.

È una professione meravigliosa allenare i portieri soprattutto giovani, è come scrivere su una pagina bianca, mentre i portieri esperti devi solo gestirli, due mondi diversi.

Il patron D’Agostino, presidente della Casertana, a luglio 2020 dopo aver affidato la guida tecnica della squadra al Mister Federico Guidi, un tecnico giovane e bravo di grandi prospettive, decide di affidarsi a lei per la crescita dei giovani portieri, ruolo quest’ultimo di notevole importanza nell’economia di una squadra professionistica soprattutto vista la caratura delle squadre partecipanti al campionato di serie C girone C (vedi Ternana, Avellino, Juve Stabia, Palermo, Bari, etc.)

Il presidente D’Agostino mi disse: “La Casertana è casa tua, ti ho preso per migliorare i portieri e realizzare un mio piccolo sogno, vedere esordire tra i professionisti un portiere del nostro settore giovanile”; alla Casertana forse non era mai successo nella sua gloriosa storia. Oggi lo sguardo del presidente mi dice che l’obiettivo è stato raggiunto ed è soddisfatto, siamo a 24 presenze continue del portiere Avella (2000) tra i professionisti, con una squadra che era partita per salvare la categoria e che oggi può dire la sua per un posto nei play off a 6 giornate dalla fine.

Società, nuovo direttore generale Aniello Martone e staff tecnico: è la simbiosi perfetta per raggiungere obiettivi importanti con giovani di prospettiva…

Quando si lavora con i giovani a questi livelli ci vuole molta competenza e professionalità nulla si improvvisa, ma devi avere 4 ingredienti importanti e fondamentali:

1) la fiducia della società

2) una direzione nella nuova figura del direttore Martone che programmi e coordini tutto il lavoro interno ed esterno al campo e che fin qui non ci ha mai fatto mancare il suo supporto professionale;

3) una infrastruttura di livello sulla quale allenarti quotidianamente, noi abbiamo lo stadio Pinto.

4) un tecnico, mister Guidi con cui, al di là del suo spessore tecnico, c’è un continuo feed-back giornaliero, ho incontrato in Federico Guidi un uomo vero, sincero e leale.

L’età media dei portieri in serie A è di 28 anni, c’è tempo per Michele Avella (2000). Lei conosce la strada da fargli percorrere, vedi Sepe, Contini in serie A ed altri portieri tra i professionisti.

Micky è una favola bellissima da raccontare e portarla a conoscenza di chi troppo spesso alle prime delusioni o dopo un primo fallimento molla tutto, è una cosa meravigliosa.

Ce la racconti…

Micky soffriva il salto di categoria, si allenava alternando cose discrete. Nel bel mezzo del ritiro ad Arienzo mi diceva spesso che non ce l’avrebbe mai fatta a giocare tra i professionisti, ed un giorno con le lacrime agli occhi si presentò nello spogliatoio dicendo che avrebbe chiesto alla società di essere ceduto in prestito per andare a giocare in serie D di nuovo. Ripeteva: “Quella è la mia categoria”. Mister Guidi lo esortava a lavorare ed insistere, a non mollare. Dopo le prime partite amichevoli da titolare (Frosinone e Viterbese) Micky aveva ormai deciso di andare via (non aveva fatto bene). Lo convocai in campo e gli dissi “Tu vuoi tornare in D? La penso diversamente, fra alcuni mesi ti vedrò volare nella porta della Casertana. Vuoi ancora andare via? Hai da fare un lungo percorso sia sul campo tecnico/tattico che al di fuori del campo, faremo dei carichi cognitivi. Insomma vinceremo insieme o perderemo insieme. Nella vita le promesse le mantengo: stai al mio fianco, alleniamoci bene e lo vedrai se ci credi”. Oggi a 6 partite dalla fine del campionato Avella con 24 presenze da titolare è un portiere prospettico di assoluto valore, non dimenticherò mai la frase di un signore tifoso del Catanzaro dalla tribuna (vedi Youtube) dopo l’ennesima bella parata di Micky esclamò: “E questo Avella da dove è uscito mo’?”.

Mister parliamo del suo vecchio amore: il Napoli. Sicuramente ricordi indelebili. E chi preferisce tra Meret ed Ospina?

Anni indimenticabili, una storia importante che doveva finire meglio, ma nel calcio come nella vita bisogna guardare avanti. Resto legato alla maglia azzurra, sono tifoso della mia squadra del cuore. E solo a pensarci che ho calcato il terreno di gioco dello stadio “Diego Armando Maradona” con 60.000 persone allo stadio ed abbiamo sfiorato lo scudetto, arrivando secondi dietro la Juventus, mi vengono i brividi. Per quanto concerne il dualismo Meret/Ospina non ho dubbi: due ottimi portieri ma preferisco Meret, il futuro della porta del Napoli sta in ottime mani.

Banner 300 x 250 – De Luca – Post