Due, quattro, sei o centomila. Non è il numero che dice di un’azienda, a meno che non si tratti di produzione e vendita. Il Napoli non lo è. Il calcio non lo è in toto, per fortuna.

A proposito di numeri, il Napoli al momento ha completato due operazioni. Un po’ pochine per una la campagna stagionale della società, a nostro parere.

Kvsratskhelia per l’attacco, promessa georgiana, al primo esame da calciatore vero in Europa ed Olivera arrivato al Napoli per sostituire il compianto e sfortunato Ghoulam.

Due nomi, due acquisti, due ruoli strategici per il Napoli

Due è un numero o poco più. Il calcio non vive semplicemente di numeri.

Ci sono state stagioni in cui il Napoli ha cambiato poco o nulla ed altre in cui ha cambiato otto undicesimi.

Rivoluzioni a volta ed altri piccoli aggiustamenti. Non c’è certezza che cambiare poco o tanto sia garanzia di vittoria.

Importa non tanto cambiare, importa cambiare bene, nel momento giusto e nei ruoli strategici.

Per quelli che hanno avuto la fortuna di vedere l’epoca Maradona, si ricorderà l’innesto fatto nel mercato di riparazione di Ciccio Romano, un modesto calciatore semi sconosciuto ma che risultò una pedina essenziale.

Ci ripetiamo non è il numero ma la strategia. Non è il numero ma l’occhio che sceglie il prodotto dallo scaffale.

Innestare in un undici vincente uno come Mertens, riportarlo diremo, non è certo come innestare un giovanotto di belle speranze.

Ci perdonerete ma l’adagio “uno vale uno” lo riteniamo errato e spesse volte offensivo.

Nel frattempo restiamo alla finestra.

Arrivi e partenze conta poco.

Conta molto più comprendere che chi resta. Chi arriva e anche chi parte, deve essere al centro di un progetto di CHIAREZZA.

Caro presidente è la somma che fa il totale.

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