Io vorrei, non vorrei ma se vuoi cantava Lucio Battisti negli anni 70.
Nello spogliatoio del Napoli la canticchia il signor Meret, professione portiere di calcio.
Resto, firmo, sottoscrivo anzi no ci ripenso magari vado.
Scrivere di calcio Napoli è diventato più complesso di un laboratorio di analisi.
Molecole e formule chimiche nel calcio? Ma non si parla pur sempre di sport e gioco? Probabilmente proprio no, solo business.
A parte la digressione matematica la Ssc Napoli ha un problemino non da poco tra i cento sollevati. Meret resta a, Napoli? Gioca da primo o da secondo? Questo gioco dal basso è o non è affar suo? Spalletti aveva detto che Meret non faceva al caso suo per poi “ritrattare”. Poche parole, poche fantasie, spazio ai dati.


Meret non è il primo. Non è il primo per Spalletti. Le presenze dello scorso anno parlano chiaro.
Ospina ha giocato anche sulla scaletta dell’aereo.
Intanto mentre il buon Meret sfoglia la margherita del resto o non resto, i mass media quasi per far ironia, hanno sparato i nomi di mille portieri. Alcuni veri numero uno tipo Navas e Kepa, altri secondi come Sirigu ed altri.
Al momento, partisse ora il campionato il Napoli per Champions e campionato avrebbe Meret e Contini.
Ci siamo risposti.
Quando il vento soffia verso nord non c’è argine che tenga.
A Napoli a quanto pare si resta davvero a fatica.
Le rivoluzioni son davvero così. Se non hanno idee chiare e progettuali finiscono in un pozzo.

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