Una settimana all’esordio in casa Napoli e le certezze lasciano più spazio ad un mare di dubbi e perplessità.

Per Raspadori che arriva, qualora il Sassuolo accettasse Ounas come contropartita tecnica, c’è un Fabian Ruiz che va.

Lo spagnolo sin dall’inizio mercato, ha sempre palesato la volontà di non voler rinnovare, più la possibilità di giocare nel PSG, con un ingaggio da top player, completano il quadro per una partenza ormai scontata.

Costo del cartellino si aggirerà tra i 25 e i 30 milioni di euro, visto che Fabian andrà a scadenza l’anno prossimo, come contropartita si parla del portiere Navas, considerando che ha 35 anni e guadagna 12 mln l’anno, sembrerebbe un matrimonio piuttosto improbabile.

Inoltre l’ambiente di fronte ad un’altra cessione illustre, senza oltretutto una valida alternativa, rischia di esplodere definitivamente.

Si comincia a chiedere cosa farà Spalletti di fronte a tutto questo, lascia o raddoppia?

Non sarebbe la prima volta, del resto: nella stagione 2009/10 , Luciano Spalletti, allora allenatore della Roma, si dimise alla seconda giornata di campionato, dopo due sconfitte consecutive, rinunciando all’ingaggio che avrebbe avuto garantito fino al 2011.

Subentrò Ranieri, che tra l’altro, rischiò di vincere lo scudetto.

Se le cose si mettessero male fin dalle prime battute, la situazione potrebbe precipitare, soprattutto con una piazza, immaginiamo, incandescente.

C’è un’altra corrente di pensiero però, supportata dall’ambiente vicino al tecnico toscano, che lo vorrebbe addirittura più che motivato, da tutta questa storia.

Lo stesso Spalletti ha parlato, dopo il pari con l’Espanyol, di rosa incompleta, ma non in tono dimesso.

Da un lato nessuno potrebbe accusarlo di nulla, né chiedergli nessun traguardo in particolare, visto che praticamente gli è stata smantellata la squadra.

Dall’altro lato potrebbe dimostrare ancora di più il suo valore come Coach, che nonostante il ridimensionamento in atto e la sfiducia totale di tutti gli addetti ai lavori, tira fuori il meglio dal materiale a disposizione.

Ipotesi che voci di corridoio considerano la più veritiera, aggiungendo poi qualche altro calciatore, che inevitabilmente arriverà, avrebbe un gruppo totalmente in linea con la sua visione di calcio.

Si potrebbe ricreare quel ciclo Sarriano, partito con tanto scetticismo, ma che in tre anni portò il Napoli a sfiorare il terzo tricolore della storia.

Da un certo punto di vista, questo è il sogno di ogni allenatore, vincere attraverso i propri meriti soprattutto, senza avere grandi campioni in rosa.

Un sogno che però rischia di scontrarsi col carattere del tecnico di Certaldo, che mal digerisce critiche e accuse.

Lo abbiamo visto anche sul palco di Dimaro, reagire anche ai mugugni dei tifosi.

Una bella matassa da sbrogliare, che solo nei prossimi giorni potrà avere un senso più chiaro, con la definizione delle trattative in ballo, ma soprattutto dai risultati, perché sono solo quelli poi che aggiustano o rompono definitivamente ogni cosa.

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