La cavalcata vincente che si sta intestando il Napoli 5.0, ha creato quello che piace ai più.
Parallelismi, statistiche e paragoni. Quello che ha cercato di proporre l’ex capitano azzurro, Lorenzo Insigne, attualmente in forza al Toronto in MLS, è più che altro un salto da circo.
Slancio da un trampolino e sperare che il compagno intercetti le tue braccia.
Sarri e Spalletti.
Due uomini, due filosofie, due momenti storici e calcistici di una azienda e di una città. Un paragone che non tiene per molti versi ma che è pur sempre motivo di ricordo. Il Napoli di Sarri, il primo esercito di rivoluzione ed il Napoli 5.0 di Luciano Spalletti.
Tempi lontani e differenti. Nel calcio, nelle aziende sportive, il tempo si riduce e si dilata in uno spazio diverso dalla società reale. Una distanza di pochi anni, può creare un solco, una voragine o una meravigliosa continuità.
Corto muso, gioco sarriano, zemaniano o di equilibri spallettiani, nel calcio ha ragione sempre chi vince. Resta uno show che necessita di un risultato positivo. Lo spettacolo senza incassi è solo da teatro amatoriale.
Sarri vs Spalletti è un gioco da bar dei tifosi. Ognuno ha la sua preferenza. Ognuno conserva negli occhi la squadra che preferisce, i moduli, il gioco e le emozioni.
Due uomini, due toscani, due filosofie. Uno da attacco ragionato ed organizzato, l’altro amante di un contesto fatto di “ossessivo” equilibrio.
Dove c’è gusto non c’è perdenza, dice il saggio proverbio popolare. Ognuno può intestarsi il proprio gusto, il proprio allenatore ed il proprio sogno.
Sarri o Spalletti, purché si assista ad una rivoluzione ed ad uno spettacolo da gran teatro. Il Maradona lo sarà sempre.

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