Era il 05 novembre 2019, quella sera il Napoli pareggiò in casa contro il Salisburgo, nella gara di Champions League. Poi accade di tutto, la società decise per un ritiro a Castel Volturno fino alla
domenica.

La squadra in blocco, si rifiutò di andare e tornarono tutti a casa, tranne l’allenatore, era Carlo Ancelotti che insieme al suo staff si diresse in ritiro.

Seguirono battaglie legali, tutte vinte dal Napoli, l’esonero di Carletto e una rifondazione totale, che solo la pandemia ha ritardato di qualche anno.

La vendetta di Aurelio

Il primo epurato fu Allan, il capo clan , che arrivò allo scontro quasi fisico con Edo De Laurentiis.

Anche Insigne e Mertens alzarono i toni di molto quella sera e a distanza di due anni, è arrivato il
conto, proposte contrattuali ai minimi termini, arrivederci e grazie.

Maksimovic e Hysaj furono già accompagnati alla porta lo scorso anno, con Milik sappiamo bene come andò, perfino Kalydou è rientrato nel repulisting, ma è l’unico che avrebbero salvato.

Manolas già salutato a Dicembre, ancor prima della riapertura del mercato.

Ospina nonostante i piedi è stato spinto verso Dubai, ma la lista è destinata ad allungarsi.

Del resto Aurelio De Laurentiis è uno che non si tira certo indietro, quando c’è da guerreggiare, le battaglie legali vinte, sia per Juventus – Napoli, che per la proroga sulla comproprietà di due squadre al 2029,
stanno a dimostrare che raramente non porta a termine le sue battaglie.

Rifondazione del Napoli: serve lo stomaco di Spalletti

È stato scelto un allenatore che ha già mostrato di avere sufficiente pelo sullo stomaco, in operazioni di pulizia.

Non ha avuto certo paura di mettersi contro un’intera città, nell’annosa questione Totti, figuriamoci ora.

Quella sera di Novembre c’era anche Meret tra gli altri, e ad oggi il decantato
rinnovo non è ancora arrivato, ma si sta chiudendo per Kepa, con un prestito secco che non viene certo qui a fare la panchina.

L’altra testa che potrebbe cadere prossimamente è quella di Zielinsky, qualora il West Ham alzasse l’asticella, il polacco verrebbe spedito a Londra, senza tante remore, individuato Lo Celso come alternativa, anche se potrebbe uscire qualcosa di nuovo.

I nomi che possono dormire sogni tranquilli

Restano ancora vivi Di Lorenzo e Mario Rui, presenti quella sera. Probabilmente meno coinvolti nella
bagarre, oltre a Fabian Ruiz e Lozano.

Lo spagnolo col contratto in scadenza non ha intenzione di rinnovare, ma non ha portato sul tavolo offerte decenti tanto che al momento la situazione è in stand by.

Per il messicano non dovrebbero esserci stravolgimenti.

Quella notte era presente in realtà, anche Elmas, ma in effetti era appena arrivato e probabilmente con difficoltà di lingua, non è mai stato preso in considerazione dalla società, come realmente partecipe.

Per il resto, da allora è stata compiuta una vera e propria rifondazione, che ha coinvolto tutti, senatori e
non. Evidentemente ADL non l’ha mai digerita quella serata, e come un regista di gialli ha servito il piatto della vendetta, quando era abbondantemente freddo.

Prima o poi questo anno zero doveva arrivare.

Per il nuovo ciclo sono stati scelti dei giovani fisicamente dotati e che tatticamente, rientrano nei parametri di Spalletti.

La piazza non si aspettava questo, ha creduto di proseguire quel percorso di mantenimento come lo scorso anno.

I fatti stanno mostrando altro e c’è ancora un mese di mercato, l’impressione è che l’epurazione continui.