Il Napoli ospita al Diego Armando Maradona il Parma nella prima gara del girone di ritorno. Due compagini con ambizioni decisamente opposte si affrontano in una partita più fisica che tecnica.

La squadra di Gattuso risulta lenta sia in impostazione sia in riconquista per buona parte del match, ed anche oggi la costruzione dal basso non regala particolari gioie (fortunatamente, nessun dolore almeno oggi).

Nel primo tempo il Napoli crea pochissimo, Elmas trova il vantaggio con una grandissima azione personale, raddoppia Politano nella ripresa. Veniamo alle pagelle:

Napoli-Parma, Una vittoria tra nervosismo e pragmatismo

Ospina, SV: Inoperoso. Finalmente un altro cleansheet ed una partita in cui l’estremo difensore azzurro non è dovuto mai intervenire (grazie anche all’egoismo di Gervinho).

Di Lorenzo, 6.5: Una partita molto pulita del terzino, con diversi anticipi e contrasti di livello. Spesso aiutato dai dovuti raddoppi dei compagni, ma riesce a contenere gli avversari anche in solitaria dimostrando grande concentrazione.

Manolas, 5.5: Un primo tempo decisamente rivedibile quello del greco, fortunatamente migliora nella ripresa. Mandato al bar in un paio di occasioni dagli avversari, ci aspettiamo molto di più da lui.

Koulibaly, 6.5: La sua prestazione ha inizio nel peggior modo possibile: sbaglia da subito diversi passaggi elementari e perde qualche pallone di troppo. Con il passare del tempo migliora, vincendo spesso il difficile scontro fisico con Cornelius, cliente tutt’altro che facile in questo fondamentale.

Mario Rui, 5.5: Date un terzino sinistro che sappia spingere a questa squadra, i limiti del portoghese in fase offensiva sono enormi. (77′ Hysaj, SV: Ha attaccato la profondità! Giuro, l’ho visto).

Elmas, 7: Quella con il Parma è la 19esima partita di campionato e la prima da titolare per il macedone. Inserire questo ragazzo esclusivamente a fine partita dovrebbe essere un crimine sportivo: pallone sempre incollato al piede e buona tecnica, ma deve lavorare sul fisico. Facciamolo crescere. (77′ Maksimovic, SV: Siccome abbiamo vinto, evitiamo commenti sui due cambi).

Demme, 5: Probabilmente la peggior partita da quando è arrivato al Napoli. L’impegno è evidente, come sempre, ma perde troppi palloni (14) e viene superato troppo facilmente (4 dribbling subiti). Regala un pallone velenoso a Gervinho, che fortunatamente pecca di egoismo e non pareggia il risultato.

Zielinski, 6: Partita più difensiva che offensiva da parte del polacco, che si limita a smistare diversi palloni (con la solita qualità) al centro del campo. (70′ Bakayoko, 5: Ha un solo compito: proteggere il Napoli dopo aver giustamente riposato, ma sbaglia immediatamente diversi passaggi e si addormenta spesso con il pallone tra i piedi).

Lozano, 7-: Quanti calciatori del Parma sono stati ammoniti oggi? 4, tutti per un fallo su Lozano. L’inarrestabile treno azzurro anche oggi dimostra tutte le sue qualità, un pericolo perenne per la difesa avversaria. Nella ripresa il Napoli si dimostra poco scaltro, non approfittando dei difensori avversari ammoniti nel suo lato.

Petagna, 6: Partita di sacrificio della punta azzurra, che non riesce a vincere molti duelli fisici con gli avversari (1/5) ma quando si muove in anticipo riesce a servire qualche sponda interessante (2). Considerando la sua forma fisica non perfetta, era doveroso non aspettarsi troppo oggi. (63′ Politano, 7: Fin da subito mostra gran dinamismo, risolve una partita difficile con un goal (fortuito su deviazione, certamente) e tante belle giocate. Po-po-po Politano!)

Insigne, 6: Il 100esimo goal spesso è stato un traguardo pesante per gli azzurri, speriamo di non dover aspettare troppo. Tanti tiri imprecisi (e spesso non necessari), ma solito grande lavoro in copertura.

Gattuso, 6: Oggi il Napoli doveva vincere, e lo ha fatto. La speranza è che Rino abbia osservato con attenzione il giovane Elmas, e che tornando a casa comincerà a pensare ad un volto che spesso incrocia guardando la panchina azzurra: lì è seduto un ragazzo 23enne che al suo debutto in Europa ha stupito tutto quanti, che aveva ottenuto una meritata titolarità con il precedente allenatore. Quel ragazzo merita di giocare, e non una partitina ogni tanto per far contento il presidente.

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