A margine della vittoria contro l’Udinese, Gennaro Gattuso ha sbottato: «Oggi i calciatori devono imparare a stare più concentrati in campo, Napoli è una piazza difficili con tante radio e tanti siti che parlano di noi. Ne dicono tante di stronzate in giro, ma noi dobbiamo stare sul pezzo e pensare al campo, solo così possiamo raggiungere risultati». 

L’ambiente napoletano è una piazza tossica, che pullula di personaggi dotati competenze calcistiche pressoché nulle (fatti salvi pochissimi colleghi, che la tattica la hanno studiata), incapacità di contestualizzare, stare vicino alla squadra e sapere scegliere i momenti. Si pensa al proprio orticello, agli ascolti e ai click, in barba alla deontologia, al rispetto, allo stile e alle competenze.

Chi scrive si ritiene un osservatore della realtà e analizza sempre a 360 gradi. Il sottoscritto valuta il contesto in cui viene maturato il risultato ed è consapevole che qualsiasi analisi non possa prescindere dalla valutazione delle condizioni delle squadre. Dalla penna del sottoscritto non sono piovuti elogi a Gattuso dopo i 4 gol a Roma e Atalanta, squadre affrontate con il Napoli quasi al top e con le due avversarie in momenti di grossa difficoltà.

Allo stesso tempo, sarebbe stupido prendersela con Gattuso e la squadra in un periodo in cui mancano 4-5 titolari. Togliete all’Inter contemporaneamente Lautaro, Lukaku, Barella, Srkiniar e De Vrij.

Impossibile non apprezzare e stimare l’ambiente Juve, con la stampa che è sempre pronta a proteggere squadra e allenatore, evitando isterismi. Nonostante l’ostracismo nei confronti di Sarri, quando il tecnico tosco-napoletano ha guidato la Juve, fatte salve alcune pecore nere, la stampa bianconera si è unita a difesa del mister. Stesso discorso per Pirlo, situazione uguale nei momenti di difficoltà vissuti quest’anno. Il motto della società bianconera è “Fino alla fine” e la stampa bianconera rema nella stessa direzione, tirando la volata alla Juve per i tantissimi successi.

L’ambiente napoletano è invece tossico, piove m…a su giocatori e allenatore, qualcuno aspetta la minima sbavatura per sputare tutte le proprie frustrazioni e il proprio livore. In stile Asilo Mariuccia, alcune testate hanno risposto a tono a Gattuso. Coda di paglia all’ennesima potenza. Delle persone con dignità avrebbero fatto mea culpa.

Si attaccano allenatore e giocatori senza addurre argomentazioni. Alla domanda del sottoscritto “Come avreste disposto il centrocampo?”. Molti di questi “professori del piffero”, come li definisce il collega Carlo Alvino, hanno suggerito a Gattuso di schierare calciatori infortunati (sic!!!!!), Lobotka (che criticano continuamente per la scarsa forma fisica) o di… arretrare Zielinski. Tante critiche non suffragate da alcuna argomentazione intelligente e sensata.

Gli stessi che chiedevano a gran voce Rrahmani, ora criticano Gattuso per averlo messo titolare. Così come lo criticano per la sostituzione a fine primo tempo. E, ovviamente, avrebbero attaccato l’allenatore se, con Rrahmani in campo anche nella ripresa, l’Udinese avrebbe segnato tre gol. Questo era l’andazzo.

Un calciatore, soprattutto se non ha il carisma di Ibra, non riesce a non farsi condizionare dalle tante panzane scritte su alcuni siti e proferite in radio. Ci sta che l’allenatore sbotta. Nonostante i tanti indisponibili e una rosa per nulla eccelsa (attualmente ancora meno, vista l’assenza di calciatori cruciali), il Napoli è in pienissima lotta Champions.

Qualora, una volta tornati gli indisponibili, il Napoli dovesse continuare a balbettare in termini di gioco e perdere punti stupidamente, saremmo i primi a criticare. E siamo convinti che anche Gattuso, da persona onesta intellettualmente, farebbe autocritica. Lui ha posto l’accento sulla tossicità dell’ambiente napoletano. Alla stampa bianconera certi atteggiamenti non passerebbero neanche per l’anticamera del cervello. A prescindere da budget, campioni, allenatori, etc, questo è uno dei motivi per cui la Juve fa incetta di trofei e la bacheca azzurra è invece scarna.