Il Magnifico Rettore non ci fa un figurone. Ma l’esame è superato

Carlo Ancelotti ha affrontato la trasferta di Salisburgo con due pesanti defezioni: i due centrali difensivi erano out, Koulibaly e Maksimovic squalificati, dentro Luperto e Chiriches, coppia inedita, non avevano mai giocato insieme e per esssere precisi non erano quasi mai, singolarmente, scesi in campo sinora con Ancelotti. Un grande rischio affrontare una trasferta sul campo del pungente Salisburgo con una difesa inedita, benchè il 3 a 0 dell’andata desse confortanti garanzie, e difatti sul primo gol dei padroni di casa Luperto è apparso piuttosto spaesato. Ma prima di che, Milik aveva messo al sicuro- o quasi- la qualificazione con un gol da centravanti doc.

Un po’ deludente è stato il prosieguo della partita degli azzzurri, raramente pericolosi in attacco, per non dire inoffensivi, in balìa degli attacchi del Salisburgo che ne ha segnati tre e colpito qualche legno e procurato parecchi spaventi all’impeccabile Meret ed al suo mentore che in panchina non ha vissuto certo una serata da copertina.

Napoli già qualificato, certo, ma sfiancato sul piano del gioco, scarsamente propositivo, al di là dei rischi difensivi per un reparto che il tecnico ha dovuto inventare di punto in bianco. Non si è visto un gran carattere, il Salisburgo è arrivato a due gol dalla qualificazione, il Napoli glielo ha concesso e poteva fare di meglio. La qualificazione è salva, ma a tratti si è sofferto e la squadra è venuta meno in alcuni uomini chiave, a parte il collettivo. Ad esempio, ancora una volta di Mertens si è registrata una traccia molto flebile. Importante era passare il turno, lo si poteva fare con più dignità e vai che gli applausi non si sarebbero certo risparmiati.

Potrebbe piacerti anche