Cardarelli, tutte le barelle del governatore

Di Vincenzo Famiglietti

Il più celebre ospedale del Sud Italia è nella bufera dopo le immagini choc del paziente deceduto in bagno e del presunto ritardo nei soccorsi. Che si sommano al caos per l’afflusso incontrollato di sospetti pazienti Covid.

In questi giorni, il grande nosocomio vive momenti di tragica emergenza, ma in realtà è da anni che il Cardarelli è affollato molto al di là della propria capienza, stracolmo di barelle in ogni angolo ed il personale lavora sotto pressione ed allo stremo delle proprie forze. Poi la situazione si è aggravata in tempi di pandemia.

E dire che già anni addietro il governatore della Campania asseriva con la sua proverbiale sicurezza ed il suo smisurato ego di aver risolto il problema della barelle al Cardarelli. Invece le cose sembrerebbero stare molto diversamente da quanto vantato in più occasioni da Vincenzo De Luca.

Secondo alcune indiscrezioni, raccolte da personale medico e paramedico che lavora nel reparto emergenze, già negli anni passati, il quadretto sarebbe stato il seguente: De Luca avrebbe nominato ai vertici dell’azienda uomini della sua scuderia. A lui fedeli. Periodicamente, poi, De Luca si recava in visita al Cardarelli, fra grandi annunci pubblici e fanfare. Prima di ogni sopralluogo avrebbe però avvisato i devoti manager, i quali avrebbero ordinato un rapido sgombero delle barelle dal padiglione emergenze. Alché nel giorno del pellegrinaggio, De Luca appariva in video ed intervistato in locali sanitari all’apparenza ordinati, privi di degenti ammassati su improvvisate barelle. E di qui le sue proverbiali parole date in pasto alla stampa “Come ben potete vedere abbiamo risolto finalmente il problema del sovraffollamento del Cardarelli. Potete notarlo voi stessi, non ci sono più barelle…”.

Subito dopo la partenza di De Luca, ovviamente la barelle sarebbero rispuntate come funghi. Peggio di prima. Resterebbe insoluto un dilemma: ma dove venivano collocati i poveri barellati nelle poche ore di gloria mediatica? Solo chi ci lavorava lo sapeva. Ripetiamo, trattasi di voci di corridoio che nessuno potrà mai confermare pubblicamente. Ma le fonti sono più che affidabili. Racconta confidenzialmente Nunzia P. sanitaria nel reparto pronto soccorso (nome di fantasia per non infrangere il regolamento che vieta al personale medico e paramedico di rilasciare interviste non autorizzate alla stampa, ndr) “Noi dipendenti eravamo abituati all’ordine che ci veniva dai vertici aziendali. Di spostare le barelle ogni qualvolta De Luca sarebbe venuto in visita, il giorno dopo. Era una situazione paradossale. La gente credeva che il Cardarelli non fosse più sovrasaturo ed invece operavamo sempre in piena difficoltà, con barelle dappertutto….”.

E parliamo di tempi di pace. Figurarsi ora in totale emergenza pandemia. Il Cardarelli è in codice rosso. Barelle raddoppiate e De Luca sempre più imbarazzato. Lo sceriffo è all’angolo. Il governatore ora davvero non sa a quale santo appellarsi. Ma se a suo tempo avesse gestito meglio la gestione del grande ospedale…

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