Negli spogliatoi si brinda al secondo posto e subito sui social si polemizza.

Polemiche ed ironia sul brindisi tra DeLa ed i giocatori nello spogliatoio.

Un saluto carico di buone premesse per il futuro ai fedelissimi del San Paolo, che oltre la polemica e le contestazioni hanno voluto dire arrivederci alla loro squadra nell’ultima partita casalinga della stagione. E il Napoli ha servito un poker d’assi per ricambiare l’affetto: prima Zielinski, poi Mertens, poi due volte Fabian Ruiz, scoperta di questa strana annata. Strana perché, nonostante il secondo posto e la qualificazione alla prossima Champions League conquistata con grande anticipo, in città serpeggia un malcontento generale e lo stadio è sempre stato semivuoto. E la situazione vista dai tifosi delle altre squadre sembra paradossale: «Sono secondi, Juventus a parte hanno fatto meglio di qualsiasi altra squadra che ha investito molto di più e si lamentano», «fanno festa quando non devono e ora danno per scontato il secondo posto», «che piazza irriconoscente», sono le voci che arrivano dalle altre parti d’Italia. Ma qualche napoletano ha subito la risposta pronta: «Scherzando e ridendo ha vinto più Lotito che De Laurentiis. Almeno lui ha portato a casa tre Coppe Italia, noi due. Ci illude solo».

L’ironia scoppia anche sotto il video pubblicato dalla società al momento dei festeggiamenti nello spogliatoio: «Pure la bottiglia è sfiatata e non si vuole aprire. C’è più allegria all’Equitalia», «Aurelio sbatte la bottiglia ma non esce niente: l’emblema della sua esperienza partenopea», «Fetecchia pure con lo spumante», «Il presidente sta palesemente festeggiando lo scudetto del bilancio mentre tutti gli altri pensano “Vinci solo tu”», «La Moet. Ma compra la Don Perignon, pretendiamo almeno una coppa di champagne», pungono gli scontenti. Eppure sono tanti i napoletani che sostengono la squadra: «Stiamo crescendo pian piano con una società solida. Pazienza, arriverà prima o poi un altro trofeo».

Tuttavia, dopo questa prestazione superlativa dei ragazzi di Ancelotti che hanno annientato l’Inter, c’è solo da applaudire. Sul fronte avversario però qualcuno quasi pensa a un atteggiamento ambiguo da parte di Spalletti, che in vista della sua ormai certa partenza non disprezzerebbe di lasciare il suo successore fuori dalla Champions: «Pensando che possa arrivare Conte in nerazzurro Spalletti potrebbe lasciare qualche altro punto per strada», «Si deciderà tutto all’ultima giornata… ma forse Spalletti ha già deciso», si legge sui social.

Intanto i napoletani non possono che essere contenti della gara disputata dagli azzurri: «Grande Fabian, complimenti per la doppietta», «Crescerai con noi», sono alcune delle dediche dal web per lo spagnolo. Volano complimenti per tutti: dal ritrovato Ciro Mertens che saluta il campo con tanto di ovazione, passando per il primo marcatore Zielinski, fino a Ghoulam, che i tifosi aspettano con ansia nella sua forma migliore. «Un vero professionista, sacrificio e forza d’animo: è questo il Faouzi che conosciamo», «Fratè sì ruoss, stai tornando ai livelli di prima», commentano sui profili social dell’algerino.

Su tutti però spicca Kalidou Koulibaly, premiato ufficialmente come miglior difensore della Serie A. Per molti un riconoscimento limitativo: «K2 è il migliore del mondo», «Un orgoglio avere Kalidou a Napoli», «Un grande giocatore e un grande uomo, sei un esempio». E i complimenti arrivano anche da parte degli avversari: «È stata una brutta sconfitta, ma i campioni si vedono al di là dei colori ed è bello vedere che sei attaccato a Napoli. Onore a te per la passione che metti in campo». Una standing ovation e momenti di commozione sotto le luci del San Paolo, con le stelle azzurre che brillano davanti ai pochi presenti.

L’arrivederci all’anno prossimo lascia ben sperare e l’incontentabile pubblico napoletano è pronto a ricaricarsi aspettando qualche mossa giusta anche sul mercato: la tifoseria più calorosa d’Italia ora è spenta da troppe aspettative infrante e da un’atmosfera non più spumeggiante come in passato. Eppure il Napoli non fa alcun passo indietro, si conferma al secondo posto nel primo anno di re Carlo e si arma per ingrandire il regno rubando pian piano terreno al grande impero bianconero. E, in attesa di capire chi sarà il successore al trono di Allegri, qualcuno spera: forse, ma forse, in un periodo di cambiamenti anche a Torino qualcosa può venir meno. E gli azzurri non aspettano altro per ritrovare l’entusiasmo e la grinta, e soprattutto un San Paolo straripante di sogni, il dodicesimo giocatore nella corsa verso un trofeo che manca da troppo tempo.

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