Auguri e grazie delle vittorie Bianchi, peccato per il tuo carattere…!

 

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San Ottavio Un santo che non tutti conoscono o ricordano

Ma Napoli  questa ricorrenza la conosce bene e cerca di santificarla

E infatti non è  solo il nome di un leggendario portiere azzurro il mitico Ottavo volante-Ottavio Bugatti- ma è anche e soprattutto il nome dell’allenatore del primo scudetto Ottavio Bianchi da Bergamo

Nato a Bergamo alta il mister Bianchi aveva onorato la maglia azzurra già da giocatore

Era stato un grande mediano che insieme con Juliano Montefusco Improta e Abbondanza aveva formato negli anni a cavallo tra il 60 e il 70 uno dei centrocampi più forti della storia del Napoli calcio e quindi della storia calcistica italiana

Fu un grande mediano dalla tecnica sopraffina e dal forte carattere

Tanto forte che insieme a Juliano costituiva i referenti sindacali dei giocatori

Lui aveva il coraggio di trattare gli ingaggi con i presidenti che si succedettero in quel periodo.

Tra questi soprattutto con Ferlaino ebbe degli screzi che portarono alla decisione di Bianchi di concludere la carriera nell’Internazionale di Milano

 

Dopo una decina d’anni i due si riscontrarono e Galeotto fu la presenza come general manager del grande Italo Allodi preso da Ferlaino per costruire una squadra che lottasse e vincesse quel benedetto tricolore

L’Ottavio mai sorridente aveva allenato già in Campania e più precisamente nella vicina Irpinia dove condusse i lupi bianco verdi ad una tranquilla salvezza

Poi era ritornato nella sua padana Lombardia e alle rive del Lago aveva guidato il Como dei miracoli.

 

A questo punto il genio del grande e sempre compianto Italo Allodi, che iddio lo abbia in gloria per quello che ha fatto per il Napoli, non scelse un grande allenatore di nome ma puntò su questo burbero presuntuoso e arrogante ma al tempo stesso lavoratore e attaccato ai colori azzurri, come condottiero di gloriose imprese

Colse al volo l’occasione e non si mangiò il limone come dice una famosa chancioner napoletana ma lo fece mangiare ad altri

Allodi la mente Bianchi il braccio e Maradona il piede magico Ecco su questa triade si ricostruì la squadra che poi vinse il tricolore

Arrivarono Garella detto Garellik da Verona, Renica da Genova, buontempone Pecci da Firenze,  e tal Giordano Bruno che messo nel 80 sul rogo del calcioscommesse e dagli infortuni alla casa madre Lazio preferì vincere con il Napoli invece che andare a rubare con la signora in bianconero

La sfida degli azzurri alle altre squadre era aperta.

Bianchi inizialmente trovò in Bagni il suo erede naturale e gli affido le chiavi della mediana azzurra.

Il primo anno di Bianchi fu un anno di transizione però la soddisfazione di battere la Juve se la tolsero A Torino si pareggiò ed era da tanto tempo che non si conquistavano tre punti su quattro contro l’odiata Juve.

L’anno successivo si era aperto con la bella notizia della Coppa del Mondo conquistata da Maradona in Messico Un buon viatico attendeva il Napoli

Era andato via Pecci che aveva avuto dei dissidi con il mister e Bertoni  ed erano  arrivati  a Napoli dalla vicina irpina De Napoli detto “Rambo ” e Carnevale Andrea da Udine

Tutto sembrava procedere bene fino a quando sul Napoli si scatenò una tempesta infernale

Era nato un figlio illegale, da poco riconosciuto, di Maradona, il commendatore Allodi era stato colpito da un ictus causato dalle preoccupazioni e dai dispiaceri ricevuti dall’indagine su di lui del calcio scommesse datato 1985 e il Napoli era stato  sconfitto  in Coppa Uefa contro il Tolosa con rigori sbagliati di Maradona e Bagni

Ci si temeva il peggio Allora Bianchi prese le redini della squadra disse che solo chi era convinto della vittoria finale doveva rimanere, gli altri potevano andare via

Fu la svolta della stagione A completare quel mosaico perfetto della squadra ci pensò una giovane promessa della scrivania.

Il suo nome era Pierpaolo Marino che fece un colpo sensazionale

Prese dalla serie B Ciccio Romano detto la “Tota “Si vinse a Roma e soprattutto a Torino contro l’odiata zebre non colorata per 1-3 e da lì il Napoli fece una cavalcata spettacolare che lo portò a vincere il primo magico storico tricolore.

 

Alla festa scudetto svoltasi nella sede Rai di Napoli un unico sorriso di Bianchi fu accolto da coro  “Riderà Riderà Riderà)

Ma il Napoli era un cannibale e vinse quell’anno la Coppa Italia vincendo tredici partire su tredici( questi son record signori altro che 91 punti senza vittorie).

L’anno succesivo con la coccarda tricolore della coppa e il magico triangolino tricolore al petto e con un Careca in più il Napoli della Ma GI Ca affrontò un campionato  in maniera spettacolare

Era una squadra cannibale e tritacarne allo stesso tempo

Purtroppo però incontrò un’altra squadra tritacarne e cannibale quella di paranoico Sacchi che aveva tra le sue fila il neo allenatore del Napoli Ancelotti

Quello fu un Napoli che entusiasmò fino alla fine la platea pallonara domenicale

La spuntò il diavolo ma nel Napoli serpeggiarono malumori tra i giocatori del’ allenatore reo a giusta ragione di essere ombroso , presuntuoso ed arrogante

Caratteristiche mal viste tanto dai giocatori quanto dalla “torcida” azzurra e forse anche dalla stampa locale  verso cui si comportò sempre in maniera distaccata  e non elegante

Il Napoli fece secondo e furono cacciati quattro dei protagonisti del primo tricolore Bagni Ferrario Garella e Giordano

Questi furono i quattro epurati dalla società

Il distacco tra i giocatori e il mister si realizzò un anno prima subito dopo la fine della sfida contro l’Ascoli in cui un indiavolato Bianchi accusò i giocatori di non essersi impegnati contro l’Ascoli salvando ii marchigiani e facendo retrocedere i bergamaschi I giocatori in coro cantarono: ”Te ne vai o no te ne vai si o no?”

L’anno 1988-89 fu l’anno della cavalcata europea che portò il Napoli a vincere la finale di coppa UEFA a Stoccarda nel giorno di un altro santo San Pasquale

 

La rottura comunque tra Bianchi ed il Napoli si verificò a fine stagione 89 dopo la “corrida” di Cremona dove gli azzurri uscirono sconfitti dalla finale di Coppa Italia vinta da una fallosa Samp( colpo di Karatè di Vialli su Corradini)

Bianchi andò via ma la lunga storia d’amore e di odio tra questi due non finiva li

Nel 1992-93 il Napoli di Ranieri stava per retrocedere e dopo la disfatta in casa con il Milan( c’è sempre il diavolo per lo mezzo) 1-5 fu mandato via il tecnico testaccino e fu richiamato al capezzale del Napoli Bianchi.

Il mister di Bergamo alta  traghettò la squadra azzurra fra onde oceaniche ad una salvezza non tanto tranquilla Bianchi poi divenne direttore generale e prese Lippi come allenatore

Andò via di nuovo e fu richiamato come direttore generale nel 1997-98

Prese Mutti come Mister e non volle sedersi in panchina da allenatore allorquando

Mutti dopo un inizio disastroso fu esonerato Fu mandato per sempre via anche lui nella storia d’amore e d’odio con Ferlaino e il Napoli finì lì

Poteva essere ricordato come un grande della storia del Napoli ma il suo carattere arrogante e presuntuoso tipico di alcune persone della Padania lo hanno relegato a comprimario della storia del Napoli 1926.

Pasquale Spera

 

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