Ribadiamo: fallimento totale. Ed il peggio deve ancora venire

Napoli, il peggio deve ancora venire

Ancelotti ne sa troppo di calcio per non capire che la china che ha preso questa stagione è pericolosissima. Tranquilli, non è in discussione la qualificazione Champions. A naso neanche il secondo posto, per quello che conta. Il rischio concreto è di ritrovarsi poi con tante macerie. Un gruppo sfatto, senza anima, completamente da ricostruire. La sconfitta con l’Atalanta è solo, per adesso, l’ultimo capitolo di una storia che va avanti da tempo. Il Napoli nelle ultime 6 gare ha collezionato 4 sconfitte, un pari contro il derelitto Genoa, ed una vittoria contro il retrocesso Chievo. Volendo anche la vittoria netta di Roma era stata frutto della partitaccia degli avversari. Lo avevamo detto subito, venendo tacciati di essere catastrofisti.

Far finta di nulla non ha senso. Così come minimizzare sugli esiti di una stagione fallimentare. Perché possiamo rigirarla come vogliamo ma non possiamo tacere che sono stati falliti tutti gli obiettivi stagionali. Si voleva essere competitivi su tutti i fronti, alla resa dei conti non si è stati competitivi su nulla.

Adesso si vedono solo macerie

Ed adesso restano le macerie. Una squadra che magari chiuderà anche al secondo posto, ma che non ha un’anima, e che dovrà essere rifondata. Perché il dato al momento è questo: è una squadra da rifondare. Pochi, pochissimi punti fermi: Meret, Koulibaly (se resta), Ghoulam, sperando che recuperi, Fabian Ruiz, Zielinski e Milik. Sei giocatori su una rosa di 23 sono pochini. Tutti gli altri sono in discussione. Lo sono Hysaj, Malcuir e Mario Rui, nessuno, per motivi diversi, all’altezza di una grande squadra.

Albiol servirebbe come il pane, ma c’è un contratto da discutere, e non si sa come andrà a finire. Per altro quando manca lui la difesa va in barca. Il discorso contratto riguarda anche Callejon e Mertens. Il dramma è che il Napoli prenderebbe tre spiccioli per questi giocatori, laddove per sostituirli servirebbe un patrimonio. Allan vuole andare via, così come Insigne, che altrimenti non avrebbe preso Raiola come procuratore. Quanto al resto della rosa stendiamo un velo pietoso.

Che si fosse a fine ciclo sin dallo scorso anno era evidente a tutti. Si è voluto perdere un anno. Adesso andiamo incontro ad un altro anno di transizione. Con una aggravante: Ancelotti ha speso già il bonus di credibilità che aveva. Adesso anche per lui è tutto molto più difficile.

Per rifare la squadra serve un sacrificio vero, quello di Koulibaly

Per rifare il Napoli servirebbero tante decine di milioni di euro. Soldi che la società non intende investire, per cui si andrà avanti con qualche cessione importante. Fermo restando che di pezzi veramente pregiati da vendere ce ne è uno solo, Koulibaly. Allan valeva tantissimo a gennaio, in estate varrà molto meno. Chiamasi condizioni diverse di mercato. Ed Insigne non vale la cifra che pensa qualcuno. Buonissimo calciatore, ma penalizzato dal fisico, inadatto al campionato inglese. E negli alti campionati sono pochissime le squadre che possono spendere certe cifre. E a naso nessuna di queste saprebbe cosa farsene di Lorenzo.

Se certe operazioni fossero state fatte lo scorso anno, magari era possibile monetizzare qualcosa in più la grande stagione di Sarri. Adesso c’è ben poco da fare. Quando parliamo di stagione fallimentare non pensiamo solo ai risultati del campo, ma anche agli effetti nefasti sul tutto.

Lo avevano detto per tempo, passando per Cassandre. Purtroppo avevamo ragione. Speriamo di non avere ragione anche per il resto. Altrimenti saranno dolori. E abbiamo visto come si comporta De Laurentiis nei momenti di crisi economica. Quando i “cine-panettoni” hanno iniziato ad incassare di meno, invece di investire per rilanciare il prodotto, ne ha fatti di sempre più economici. Se farà lo stesso col Napoli tempo due o tre anni ci troveremo a metà classifica.
Però abbiamo avuto la soddisfazione di vedere in campo Ounas per poterlo valutare bene…

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