Se non si fosse chiamato Ancelotti ora sarebbe crocifisso dai tifosi!

Bilancio fallimentare, ma allenatore non in discussione

Non si chiamasse Ancelotti, non avesse vinto tutto quello che ha vinto, oggi tutti ci domanderemmo se è il caso di continuare con lui. Ha fallito tutti gli obiettivi stagionali: lotta per lo scudetto, cammino in Champions, vittoria Coppa Italia e Europa League. Non ha valorizzato il parco giocatori a sua disposizione. Ed ha concordato con la società (magari avrà anche consigliato) scelte di mercato che si sono rilevate sbagliate.

Prendete la cessione di Hamsik a febbraio, mercato chiuso, quando non era possibile sostituirlo. Si dirà: era la volontà del calciatore. E allora? I giocatori sono patrimonio di una società. E’ la società che decide certe cose, il Napoli avrebbe potuto tranquillamente opporsi, come fatto in estate. Dare via Hamsik e febbraio è stato un errore. Non lo diciamo noi, lo dicono i numeri. Con Marek a disposizione il Napoli ha fatto 51 punti in 22 partite, senza 16 punti in 11 partite.

A gennaio gli errori di mercato più gravi

Chi ha avallato la decisione di darlo via senza sostituirlo neanche numericamente in rosa? Chi ha dato il disco verde al prestito di Rog senza sostituirlo in rosa? Due giocatori in meno in uno stesso reparto non sono tanti?

Ancelotti ha avallato in pieno un mercato che ha portato una rosa folle per il suo sistema di gioco. Il Napoli di Sarri era stato tagliato per il 4-3-3. Il tecnico tosco-napoletano era venuto con altre idee. Poi ha dovuto adattarsi alla rosa a disposizione. Ancelotti ha imposto il suo 4-4-2, con una rosa in cui ci sono ben 6 attaccanti esterni: Insigne, Mertens, Callejon, Verdi, Ounas, Younes. Callejon è stato costretto a giocare tuttala stagione in un ruolo non suo. Magari questo spiega anche perché ha segnato molto meno. Verdi, Ounas e Younes sono stati impiegati da esterni di centrocampo. Insigne e Mertens da seconda punta, in un ruolo che non prediligono.
Non si capisce poi perché Inglese sia stato dato via, laddove era l’ultima alternativa a Milik nel ruolo di prima punta.

Ecco come giudicare il lavoro di Carletto

Si dirà, qualcuno l’ha fatto: Ancelotti ha dovuto cambiare perché la difesa non reggeva il 4-3-3. Sarà anche vero, ma era la stessa difesa di Sarri. Non è che la difesa non reggeva il 4-3-3 perché il centrocampo non era all’altezza? E ci voleva un genio per capire che senza un centrale di ruolo in mezzo al campo la difesa vain difficoltà?

Ancelotti non poteva non sapere certe cose, ma ha taciuto

Tutto possiamo dire di Ancelotti tranne che non capisca di calcio. Se queste cose le abbiamo detto e scritto in molti prima dell’inizio della stagione, perché si sono fatti questi errori? Possibile che Ancelotti non lo sapesse? Possibile che per valutare un giocatore doveva vederlo in partite ufficiali e non si rendesse conto del suo valore dopo un mese di ritiro?

Francamente non pensando ad un crollo delle capacità intellettive di Carletto, che è ancora giovane, non immaginiamo che fosse possibile una cosa del genere. Vogliamo pensare che si sia battuto con forza difronte a certe decisioni della società. E che le sue parole successive siano solo il suo modo di essere aziendalista. E la cosa ci delude maggiormente. Avremmo preferito immaginare un Ancelotti colpito da Alzheimer precoce, piuttosto che pensare che abbia detto una bugia ai tifosi per salvare il presidente. In ogni caso la cosa adesso non ha più valore. Ancelotti non è più affidabile agli occhi dei tifosi: perché incapace o perché bugiardo non cambia nulla.

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ps: Il sottoscritto non crede all’ipotesi Alzheimer precoce; non crede neanche al fatto che abbia avallato le scelte della società. Magari potesse andarsene, se ne andrebbe volentieri, lasciando due anni di contratto. Ma, Benitez docet, è difficile immaginare che De Laurentiis lo liberi prima del tempo.

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