Ancelotti insiste: ripartire dal lavoro di Sarri

Carlo Ancelotti ha partecipato all’incontro coi tifosi organizzato a Dimaro
“La trattativa per venire a Napoli, pertanto, è stata molto breve. De Laurentiis e Chiavelli mi hanno detto che cercavano me e io ho risposto che sarei stato felice di allenare il Napoli. Ci siamo trovati d’accordo in un attimo”.
I tifosi sognano anche guardando il suo palmares:
“Spero di essere apprezzato dai tifosi innanzitutto per il mio lavoro, so benissimo quali sono le aspettative dell’ambiente, so qual è il valore del Club e della squadra. Ho accettato questa sfida perché c’è una Società che da 12 anni è sempre stata in crescita, con un gruppo di calciatori che in questi anni sono diventati sempre più forti e consapevoli. E poi cè la grande passione di Napoli che mi dà tanto entusiasmo. Sono convinto che sarà una splendida esperienza per tutti”.
Ritiene la squadra sufficientemente competitiva?
“Che il Napoli sia competitivo non devo dirlo io, lo dice il campionato passato con i 91 punti conquistati. Magari c’è da migliorare in Europa ma sono certo che margini di maturazione ce ne siano”.
“So che il Napoli non ha il fatturato di Real Madrid e Bayern Monaco e mi rendo perfettamente conto delle esigenze e delle strategie. Ci siamo mossi in piena armonia e sinergia con la dirigenza e con il Presidente. Un allenatore per me deve essere aziendalista perché è con la sua azienda e con il suo Club che deve relazionarsi quotidianamente.
Il gruppo è solido, sano e composto da ottimi giocatori”
L’anno scorso si è detto che il Napoli abbia perso lo scudetto in albergo. Che ne pensa?
“Nel calcio capita. Il fattore psicologico è importante nel calcio. Capita che si possa perdere la Coppa dei Campioni vincendo 3-0 il primo tempo, come è accaduto a me. E può capitare di perdere uno scudetto per una questione mentale. Appartiene all’imprevedibilità del calcio. Non c’è sempre una spiegazione”.
Su Hamsik centrale:
“Penso che Marek possa anche fare il regista, credo che abbia qualità e freschezza per interpretare quel ruolo. Lo stiamo provando in quella posizione e poi abbiamo anche Diawara che ha grandi doti, quindi possiamo avere più soluzioni”.
Quali saranno le caratteristiche del suo Napoli?

“Io non sono venuto a Napoli per fare rivoluzioni. La squadra è già collaudata, conosce a memoria certi meccanismi ed ho trovato calciatori preparatissimi. Da parte mia penso che bisogna solo regolare qualche dinamica, fare in modo che si sentano tutti coinvolti. Credo che durante una stagione la rotazione degli uomini sia fondamentale per far sì che il motore vada a pieni giri. Oltretutto abbiamo anche dei giovani di talento da valorizzare. Anche perchè mi auguro e credo che giocheremo molte partite su tutti i fronti. Questo è il nostro obiettivo per ora…”

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