Adl-Ancelotti separati in casa. Il presidente pensa a un ribaltone

Di Vincenzo Famiglietti

Era già successo con i predecessori in panchina nonostante essi potessero vantare classifica e rendimento di tutt’altro livello rispetto al fallimento di Ancelotti, ma Aurelio De Laurentiis non si smentisce, però mai come adesso ha ragione nel mettere in discussione l’allenatore: i rapporti fra presidente e tecnico si sono logorati ed oggi la frattura appare insanabile. Non si parlano più, come accadde con Sarri. Silenzio tombale ma assordante.

E’ stato un processo graduale di disistima reciproca, iniziato quest’estate e culminato con l’ammutinamento della squadra e le sue pessime recenti prestazioni. Durante il mercato, Ancelotti si sgolò nel chiedere ad Adl l’acquisto di James Rodriguez dal Real Madrid, la società non l’accontentò ed è chiaro che la dichiarazione “Sono contento del mercato, è stato da 10” fosse quantomani polemica. Il complicato carattere di Adl, i risultati negativi della squadra, la mancanza di gioco e di carattere, il defilarsi di Carletto a vantaggio di Davide, che secondo molte indiscrezioni lavorerebbe in panchina al posto del padre, hanno alzato un muro fra allenatore e patron.

La decisione del ritiro, nel dopo Salisburgo, non è stata digerita da Ancelotti, incapace a sua volta di farsi seguire dai giocatori, ammutinatisi contro la società ma anche contro il tecnico. Fatale anche il flop in quella che doveva essere la gara della riscossa, il Genoa ha imposto un pareggio molto amaro. De Laurentiis è volato negli Usa per concedersi la solita vacanza mascherata da viaggio d’affari (ma chi gli crede più che faccia business negli Usa!), una pausa di riflessione che sarebbe un preludio ad un ultimatum ad Ancelotti. La partita del 27 novembre a Liverpool, preceduao dalla sfida col Milan, potrebbe essere il capolinea per l’allenatore del Napoli.

In 180′ si deciderà il suo destino in due trasferte ostiche, soprattutto per una squadra allo sbando. Adl ci sta pensando sul serio a un avvicendamento in panchina, nonostante l’oneroso ingaggio di Ancelotti e il peso economico di una nuova assunzione. Ma il Napoli non può permettersi di gettare al vento una stagione, il presidente sa bene quale danno finanziario deriverebbe da una mancata qualificazione Chmapions e dal fallimento anticipato di obiettivi importanti. Per Carletto si avvicina la resa dei conti.

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