Ultimo giro di boa all’ inizio della stagione 2022/23 in serie A , la parola passerà al campo, giudice inappellabile, dopo un estate di parole, sogni e illusioni.

In questo periodo tutti i tifosi si sentono campioni d’Italia, non si può negare certamente il diritto di sognare. Tutti, tranne una, quella di Napoli è una piazza, che in pochi mesi, si trova dal sogno scudetto ad un campionato molto ridimensionato.

Le maggiori testate giornalistiche, preparano le classiche griglie di inizio stagione e il Napoli, viene da tutti inserito tra la 5° e 7° posizione.

I bookmaker quotano lo scudetto azzurro mediamente a 12, dietro la Roma e poco avanti l’ Atalanta. Anche il Milan lo scorso anno non partiva con i favori del pronostico, ma nemmeno veniva relegato da ultima della classe.

Dopo un’altra mezza porta in faccia dall’entourage sassuolese, lo scoramento tra i tifosi si taglia a fette, come non bastasse, alcune scelte societarie, tipo amichevoli a pagamento anche attraverso i canali social, non hanno certo aiutato a rasserenare l’ambiente.

Ad onor del vero, anche lo scorso anno, dopo la debacle col Verona gli animi erano sotto i tacchi, poi il campionato mostrò altro, sarebbe bastato veramente poco per trasformare il sogno in realtà.

Eppure non ci fu o quasi campagna acquisti, se non Anguissa, perfettamente sconosciuto allora in prestito e Juan Jesus, che nessuno voleva.

Nonostante tutte le difficoltà incorse durante l’anno ( covid, infortuni, coppa d’Africa) la squadra mostrò di essere, addirittura in una fase ( dopo Bergamo per intenderci) la favorita per il tricolore.

La stessa Italia, campione d’Europa, parti’ come cenerentola del torneo, proprio perché i giocatori tirarono fuori l’orgoglio ferito, tanto carattere e unità, pur non essendo la squadra più forte in gara, ribaltarono completamente i pronostici.

La bellezza del calcio è anche in questo, tutto è soverchiabile in poche ore e ritenere, che una squadra da vertici fino a pochi mesi prima, sia crollata ad ultima della classe, sembra essere quanto meno esagerato.

Rispetto ai titolari di un anno fa, ad oggi, mancherebbero solo Koulibaly ed Insigne, visto che Mertens era comunque una riserva.

Le alternative prese devono avere la possibilità di mostrare il loro valore, in ogni caso, più c’è quasi ancora un mese di mercato per arricchire la rosa.

In ultima analisi, il gruppo in diverse occasioni, ha palesato quest’aria di sfiducia che gli gira intorno, reagendo sempre in maniera combattiva in ogni dichiarazione.

Un’arma che può rivelarsi vincente,  perché prima dell’atleta, come la storia ha sempre evidenziato, c’è l’uomo.

De Laurentiis, Giuntoli, Spalletti prima dei calciatori stanno costruendo un gruppo di uomini, con delle rinunce dolorose, questo si, ma ogni grande cambiamento, porta con sé paura e apprensione.

Al campo le ardue sentenze, il resto sono tante belle chiacchiere e griglie varie, che il vento spazza via.