Meret – Tottenham, più che una indiscrezione di mercato o un principio di trattativa, è una anomalia.
È, infatti, allo stesso tempo un premio per Alex ed il solito volo pindarico “napoletano”.
Napoli ama i poli. Gli estremi. Noi amiamo star nel mezzo. Piuttosto che galleggiare, preferiamo affondare.
Alex Meret, da portiere scarso, incapace con i piedi a numero 1 di respiro internazionale. Da debole mentalmente e fragile caratterialmente a punto nevralgico della capolista.
Alex dal treno per la Spezia fino alla corte di Antonio Conte. Il solito equilibrio precario del mercato, il solito rombo della propaganda. A favore o contro.
Chi è davvero Meret?
Aspetto tipico del calcio e del suo modo di fare business. 4-5 mesi possono farti diventare un genio oppure un brocco. 20 presenze da campione non ti mettono a riparo dal peso dell’asino alla prima papera. Il portiere proprio non può sbagliare. Triste destino ed immensa responsabilità.
I pochi ma decisivi interventi di Alex dicono non solo dello spessore tecnico ma anche di una concentrazione che pare sia tornata e saldata all’uomo.
L’uomo, rinfrancato dall’ambiente e dai risultati di questa prima parte di stagione, ha fatto crescere il calciatore. Come sempre accade. Fiducia ed ancora fiducia. Soltanto fiducia.
Detto ciò, se il Tottenham si interessa ad Alex, è un premio per il ragazzo e per la società.
Crescere è obiettivo di tutti. Crescere è obiettivo di ogni azienda.

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