Che cosa resta del passato che non riesci a mandar giù, un giradischi rovinato che ormai non va più”

Lasciateci un pizzico di nostalgia ed una melodia cara, Pino Daniele e la banda dei Ragazzi terribili di Maurizio Sarri.

Gli occhi lucidi a ricordare battaglie, le conquiste del Meazza, i teatri europei e l’impresa di Torino al novantesimo. È strapieno l’album dei ricordi.

Con la partenza di Kalidou Koulibaly non parte soltanto uno dei difensori centrali più forti che il Napoli abbia avuto nella sua recente storia ma è l’intera città che perde.

Perde un ragazzo splendido ed un combattente per i diritti civili e sociali. Perde un uomo schierato a difesa del COLORE e del rispetto per ogni forma di diversità. Combattente gigante per la lotta degli ULTIMI, i meridionali del mondo.

La partenza di Kalidou per le rive londinesi del Tamigi sponda Chelsea assomiglia al film “Stanno tutti bene” con Marcello Mastroianni.

Tratti di dolcissima malinconia e struggente ricordo.

L’addio di Koulibaly non è soltanto la partenza di un figlio della città è, perdonateci l’esasperazione, la fine di un sogno, di un’epoca e di un ideale.

Il dolce ricordo di un sogno, di un calcio che esisteva davvero, quello di Sarri

La presa del palazzo di Maurizio Sarri e dei suoi ragazzi terribili. Lo scontro al palazzo del potere. Il sogno, ora infranto, di sfidare il gigante.

Il Sud all’attacco del Nord. Per una volta ancora l’operaio che sfida il padrone e rivendica il suo potere, la forza lavoro.

Tutto il romanticismo di “11 facce di c…o con l’ambizione di palleggiare in faccia al Manchester City” aveva sentenziato il comandante Sarri.

Non è stato calcio. Non solo…

È stato un momento in cui Città e Squadra erano una sol cosa. Una forza propulsiva che univa sport e politica.
Una Rivoluzione. Una presa di coscienza dell’identità partenopea.

Insomma anni in cui Napoli tornava Capitale. Un giorno all’improvviso mi innamorai di te, dice il saggio.
Come sembra lontano quel tempo.
Così dopo aver visto partire “Core’ ngrato” Higuain, Reina, Jorginho, Insigne, Callejon e la combriccola di “quelli che fecero l’impresa” è arrivato il momento di salutare il corsaro nero.

Saluti finali. Saluti di un’epoca che fu.

Buona fortuna Kalidou.

Buona fortuna Ragazzo d’oro.

Hasta la Victoria siempre Signor Koulibaly.

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