L’italia di Chicco Evani (Mancini a casa per covid) ha disputato una partita positiva contro la Polonia. Il tutto nonostante l’arbitraggio.

Pessima la direzione di gara di Turpin. Il direttore di gara non poteva esimersi dall’assegnare il rigore per intervento falloso su Belotti. L’intervento bruttissimo di Goralski avrebbe dovuto essere punito sicuramente con il rosso per il secondo fallaccio. Clamoroso il rigore poi negato per intervento di mano su tiro di Belotti. Anche la gomitata di Lewandowski avrebbe meritato una sanzione.

Gli azzurri hanno giocato corti e alti. Hanno funzionato le fasi di costruzione e riaggressione, mentre manca sempre quell’incisività negli ultimi metri. La coppia formata da Acerbi e Bastoni è sicuramente valida e attrezzata. Il centrale dell’Inter è di gran lunga il centrale italiano giovane più interessante. Il difensore della Lazio è una certezza totale.

Federico Bernardeschi si è mostrato a suo agio nel 4-3-3, Insigne è una certezza. L’errore è fare paragoni con Baggio o Del Piero solo perché veste la 10, ma è un calciatore eccellente. Berardi è stato del tutto rivitalizzato da De Zerbi.

L’Italia gioca come una squadra di club, con una costruzione di gioco ragguardevole. Mancini si è reso protagonista di un lavoro eccellente, dalle ceneri di Ventura. L’Italia non ha il fuoriclasse, ma ha un livello medio decisamente alto e nessun calciatore sotto la media. Jorginho, leader al Chelsea, si è affermato come tale anche in nazionale. Locatelli è letteralmente esploso con De Zerbi mentre Barella ha il potenziale per diventare un centrocampista di livello mondiale.

Manca qualcosina in fase di finalizzazione, non avendo noi il Lewandowski. L’attaccante del Bayern gioca per la Polonia, ma la sua nazionale non è riuscita a garantirgli rifornimenti. Gli Azzurri hanno asfissiato gli avversari, mostrando solidità.

La nazionale di Ventura soffriva contro Macedonia o Albania, questa di Mancini gioca a calcio. A differenza di altre nazionali, ci mancano i campioni, ma non abbiamo punti deboli. Il centrocampo è tra i migliori al mondo, abbiamo terzini bravi, centrali affidabili e un ottimo portiere. Immobile, Belotti e Caputo non saranno Toni, Vieri o Inzaghi, ma sono attaccanti di livello.

Giocare così bene senza avere il fenomeno in squadra è indubbiamente anche merito del CT. Vedremo gli azzurri agli Europei e, con ogni probabilità, alle fasi finali della Nations League. La crescita è stata enorme e vi sono margini. La nazionale è diventata convinta dei propri mezzi, ha un’età media bassa e i talenti non mancano. Per poter lottare con la Francia serve più incisività in avanti, ma siamo nel novero delle altre contendenti.