Non era casuale la chiacchierata, fuori onda, di Luciano Spalletti al termine del campionato, quando esprimeva la sua idea sulla costruzione dal basso e sul ruolo del portiere.

Tesi avvalorata negli ultimi allenamenti, dove viene provato il 4-3-3, modulo che andrebbe a rimpiazzare, almeno in fase di partenza, il 4-3-2-1 della scorsa stagione.

Questo sta indirizzando soprattutto le scelte di mercato, partendo proprio dal numero 1 non è mistero che l’allenatore avrebbe preferito David Ospina.

Il rinnovo di Meret tarda ad arrivare e la società è ancora alla ricerca di un secondo portiere, forse più un numero uno a questo punto, l’ultimo nome è quello di Kepa, più adatto alla costruzione dal basso.

La voragine del Napoli porta il nome di Koulibaly

La perdita di Koulibaly ha aperto una voragine non indifferente, perché nella difesa ideale del tecnico toscano, i centrali devono saper giocare a 50 metri dalla linea di porta, facendo alzare il baricentro della squadra, nonché essere bravi con i piedi per far partire l’azione, nulla a che vedere con lo stopper vecchia maniera.

Nel frattempo Kim è a Villa Stuart per le visite mediche, già in serata dovrebbe raggiungere il gruppo, in quel di Castel di Sangro, l’ex Fenerbahce, ha uno stile duro e ruvido, risulta abile sia in fase di impostazione che in marcatura, da verificare ovviamente nel campo italiano.

Stesso discorso per Ostigard che è anche bravo nel gioco aereo, il lavoro con Blessin lo ha sicuramente aiutato da questo punto di vista.

I terzini del Napoli

Per I terzini i dettami restano gli stessi, bravi a salire ma soprattutto nelle diagonali in fase di rientro, in questo Di Lorenzo e Mario Rui sono maestri.

Oliveira è molto offensivo, a volte è stato impiegato da esterno di centrocampo per le sue qualità tecniche.

I tre di centrocampo ci sono, ma potrebbero esserci altre vittime, Piotr Zielinsky non è proprio il Perrotta di turno, né troverebbe posto nei tre davanti, di fronte ad un’offerta congrua il polacco partirebbe.

Nel frattempo si valuta la posizione di Raspadori che piace molto al tecnico, soprattutto da un punto di vista tattico.

Il Sassuolo però è bottega cara, anche da Verona ci sono diversi nomi attenzionati da Barak a Tameze, tutti vincolati però alla cessione di un pezzo importante.

Più solida la posizione di Fabian Ruiz che rientra perfettamente nell’idea di centrocampo spallettiana, il settore mediano non sarà toccato dopo il riscatto di Anguissa.

Kvaratskhelia ha dichiarato che predilige giocare a sinistra e sarà accontentato, a destra con Politano e Lozano il ruolo è coperto, il probabile è la prima punta.

Osimhen non è attaccante da 4-3-3, predilige essere lancio come unico punto di riferimento, ma è proprio qui che parte la rivoluzione partenopea, il nigeriano deve adattarsi ad un nuovo modo di stare in campo, tanto è vero che Spalletti ha confessato ai suoi che avrebbe rinunciato più ad Osimhen che a Kalydou.

Le sottopunte non considerate

Le sottopunte alla Mertens non rientrano in questa visione di gioco, Petagna men che meno, si cerca di piazzarlo per andare forte su Simeone.

Una vera e propria rivoluzione copernicana, un po’ come avvenne ai tempi di Benitez, che porterà all’inizio di un anno zero a Castel Volturno, che avrà inevitabilmente bisogno di tempo per ingranare.

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