Quattro stagioni or sono, Gonzalo Higuain passava alla Juventus per l’importo della clausola. Il Napoli aveva ricevuto altre offerte, ritenute però insufficienti. A seguito dell’accordo tra ADL e Marotta per il pagamento della clausola, l’argentino decideva di accettare di approvare in bianconero.

A quattro anni da quel clamoroso trasferimento di mercato, che tanto scalpore fece, possiamo tracciare un bilancio dell’avventura del Pipita in bianconero. Un Pipita che ha trovato l’accordo con i bianconeri per la rescissione e sarà presto “cartellino libero”.

La parabola dell’Argentino è stata in rapida discesa. Da eroe per lo scudetto fino nel 2018, tra tante polemiche, il Pipita è caduto in una spirale negativa che ha portato la società e doverci puntare per necessità di cose. Al primo anno, è stato uno dei grandi protagonisti per il raggiungimento della finale di Champions, raggiungendo l’apogeo nel match contro il Monaco. Nel 2016/2017 era ancora un Higuain scattante e veloce.

Al compimento dei 30 anni, l’argentino ha poi manifestato un calo piuttosto evidente. Ci sono calciatori come CR7 che, nonostante l’età calcistica avanzata, sono ancora macchine devastanti. Higuain non è stato un esempio di cura maniacale del fisico. Già al secondo anno, seppur decisivo in campionato, il Pipita non era più il solito centravanti rapido. Alla fine è stato decisivo, ma non travolgente.

Così come non può essere definita travolgente la sua avventura in bianconero, almeno in proporzione ai 90 milioni investiti e alle aspettative riposte in lui. Il discorso sarebbe stato diametralmente opposto se il Pipita avesse regalato la Champions alla squadra a quel tempo allenata da Allegri. Un Higuain efficace e continuo come ai tempi del Napoli lo si è visto (e non in toto) solo al primo anno.

L’ingaggio di CR7, che vi avevamo dato in anteprima il 28 giugno 2018, tra gli sberleffi di alcuni utenti, fece optare la società bianconera per il sacrificio del Pipita. L’elevatissimo ingaggio non era sostenibile a quel punto.

Il contratto era lungo e la Juve optò quindi per darlo in prestito. L’ammortamento annuo era di 18 milioni (90/5), pertanto per non fare minusvalenza la Juve avrebbe dovuto ricavare 54 milioni. Nessuna squadra era disposta a offrire una simile cifra. Il calo fisico era evidente. L’argentino veniva visto sovente in condizioni fisiche non ottimali.

Al Milan non incise, vuoi per la squadra poco competitiva vuoi per i pochi stimoli dell’argentino. A 31 anni compiuti da poco, cercava già una exit strategy. L’opportunità gliela offrì Maurizio Sarri, che lo volle per sostituire un Morata mai integrato nei suoi schemi. Al Chelsea alternò giocate di alta scuola (si ricorda un capolavoro contro l’Huddersfield) a partite anonime. In finale di Europa League (vinta contro l’Arsenal), il suo mentore gli preferì Giroud.

Un anno fa, il costo residuo di Higuain era di 36 milioni di euro. Con 31 anni e mezzo e un atletismo lontano da quello di due-tre anni prima, era evidente che nessun club ci puntasse. Il costo annuo per la Juve è stato di 18 milioni (90/5) più i 13,65 di stipendio lordo. Senza riscatto da parte di Milan e Chelsea, la società bianconera è stata costretta nuovamente a puntarvi.

Nella stagione da poco conclusa, Higuain ha segnato 8 gol in campionato, molti dei quali da subentrato. L’istinto da bomber non lo ha mai perso, ma a livello atletico ha manifestato un vero e proprio crollo. Eppure i gol contro Atalanta e Inter all’andata, a conti fatti, si sono rivelati decisivi per lo scudetto.

In conclusione, se Higuain non fosse costato 90 milioni, la sua avventura alla Juve sarebbe stata positiva. Al primo anno ha contribuito allo scudetto, è stato decisivo per l’approdo in semifinale di Champions. Al secondo anno è stato decisivo per lo scudetto, mentre nella stagione appena conclusa ha segnato gol pesantissimi, nonostante un ruolo da comprimario.

Considerando invece l’esborso, il discorso cambia. Parlare di flop sarebbe sbagliato. Il punto è che l’argentino non è stato più decisivo di Tevez, per fare un esempio. In Champions era stato invece fondamentale Morata. Dopo i primi due anni positivi, il Pipita è rimasto sul groppone ai bianconeri.

Adesso, passati quattro anni di contratto, la Juve può disfarsene senza bagno di sangue. Pertanto, dal punto di vista tecnico l’avventura è stata abbastanza positiva visti i traguardi, ma proporzionalmente ai soldi spesi è un mezzo flop. La Juve sperava di poterlo cedere due anni fa, ma l’alto costo residuo ha allontanato tutti gli acquirenti.