È cosi siamo allo scontro a muso duro. Vis a Vis.
C’era da aspettarselo. Il pretore Aurelio in fondo aveva sempre sottolineato il suo fare gladiatorio e in questi frangenti mai si tira indietro.
Della serie voi mi contestate ed io vi tolgo i giocattoli.
Nostri emissari nel ritiro di Dimaro ci raccontano di un clima da guerra punica. Fratricida. Padre contro figli e parenti tutti a far baldoria sotto casa del nonno.
Detta in maniera onesta, Napoli a porte chiuse.

Questa pare la decisione di De Laurentis.

Porte chiuse per la partita col Perugia e semi aperte per gli incontri con i calciatori.
La versione più o meno ufficiale dice di una crescente attenzione agli assembramenti causa covid. La cosa ci lascia perplessi. Guarda caso accade quando arriva il presidente e mentre monta la “rabbia” dei tifosi.
Stando ai fatti che ci arrivano dal Trentino, Dimaro partenopea è sold out, posti esauriti, AdL latitante o autorinchiusososi in albergo e calciatori che sono costretti a dividersi tra brevi incontri con la gente ed impegni pubblicitari.
Stamattina solo Osimhen e Lobotka hanno ricevuto il placet aziendale per incontrare i tifosi mentre Politano e Zielinski si sono sfidati in una partita a biliardino per scopi di sponsor.
Caro presidente cosi non va.
Da quando esiste il calcio il ritiro estivo appartiene alla gente. È festa ed incontro. È abbraccio di chi solitamente vive lontano dalla città per cui fa il tifo. Ma non c’è limite all’accaduto.
“Maledetti” Napoletani che conservano il vizio della gola.
“Maledetti” anche quelli che sobbarcandosi chilometri e sacrifici si ritrovano a non poter accedere a Dimaro.
Scontro. Muro contro muro. Presidente contro i tifosi. E chi ci rimette?
Chi paga le conseguenze di questo immaturo scontro?
Azzardiamo una risposta. Non di certo chi parte per Londra, chi va negli States, chi va a far fortuna tra gli Emirati.
Sospettiamo nemmeno Juve, Milan ed Inter e il sig. Spalletti che pare assistere senza diritto di parola.
Riassumendo c’è brutta aria a Dimaro.
Per ora ancora sole ma si addensano nuvoloni carichi di pioggia.
Caro presidente servono ombrelli e non quelli da spiaggia.

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