In questi giorni di “lutto” istituzionale nel bel mezzo di una crisi economica epocale e di un conflitto mondiale sebbene “moderno”, il Paese butta giù il suo capo di governo.
Cade il signor Mario Draghi. Anche le Eccellenze devono inchinarsi al volere popolare e del parlamento.
Le regole della Democrazia. I pesi ed i contrappesi dell’arco costituzionale.
Questo inciso politico per dir di come la vita del Leader non è mai agevole. Non lo é quando si è sul carro dei vincitori figuararsi quando si è in bilico.
La Critica è un meraviglioso esercizio di Democrazia, guai non fosse espresso liberamente.
Articolo 21 della costituzione italiana. Libertà di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo. Tutto è lecito e grandi nomi son morti per la libertà di espressione e pensiero. Senza romanticismi partigiani ci basta pensare a Charlie Hebdo ed il meschino attentato al diritto di far satira.
Detto ciò, chi vi scrive, ha dedicato fino ad ora 20 anni, allo studio della Pedagogia e del senso civico che nasce dall’ Educazione di una società.
Riferendoci ai video comparsi in città di un casuale incontro tra il presidente De Laurentis ed alcuni tifosi, ci sentiamo di far alcune considerazioni.
Nessuno, sebbene stanco ed arrabbiato, deve trascendere in un linguaggio ed un atteggiamento da trivio. Nessuno deve sentirsi autorizzato dal dispiacere a diventare “bestia”. Se cosi fosse io avrei buttato 20 anni di studio e Voi tifosi, una storia di civiltà.
Troppo facile gridare. Troppo facile insultare.
Non siamo qui per incassare senza difese ma altrettanto non siamo qui per divenire bestie.
Il Signor presidente conosce benissimo gli artifici della notorietà.
Nomi di spessore enorme son stati “crocifissi” per molto meno.
Il presidente è uomo che sa. Conosce il sistema del pubblico e sa come gestirlo.
Il video ben lo dimostra.
Restiamo umani.
Restiamo con le braccia dietro la schiena, ricordo di un Maradona dinanzi agli arbitri. Rimaniamo in ascolto attivo ma educato.
Si impara ascoltandoci non sbraitando.
Questa città ha bisogno di Incontri non scontri.
Tavoli comuni non stanze separate.
Egregio presidente De Laurentis ci perdoni il furore, siam fatti cosi, lei intanto ogni tanto ci ascolti.
Nessuno tocchi Caino.
Nessuno scagli la prima pietra.

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