“Troppi soldi della Regione per i posti letto nella sanità privata”

La Regione cerca posti letto negli ospedali privati per far fronte all’emergenza Covid. L’accordo siglato il 28 marzo vale per 3 mesi, rinnovabile. Palazzo Santa Lucia offre ogni 30 giorni il 95 per cento del budget mensile già assegnato nel 2018 a ogni struttura privata. E, soprattutto, paga senza conteggiare le attività e le prestazioni che saranno effettivamente eseguite come avviene normalmente: ma – si legge nel testo – «a prescindere dal valore della reale produzione». Duro il sindacato Cgil: «Questa remunerazione garantita alla sanità privata è superiore a quanto stabilito in questa fase nelle altre regioni».
Dopo lo stop ai ricoveri e interventi chirurgici non urgenti – «anche nelle strutture private accreditate» – deciso il 12 marzo dalla Regione per contrastare il contagio, per cliniche e case di cura si annunciavano tempi duri: solitamente sono rimborsati dalle Asl in base alle attività svolte. Senza nuovi ricoveri, come fare? I privati si sono offerti all’unità di crisi di Palazzo Santa Lucia per colmare la mancanza di posti letto per i pazienti Covid 19 o per accogliere nelle loro strutture gli altri malati, non di Covid, liberando così letti negli ospedali pubblici per l’assistenza al coronavirus. Il risultato è un accordo firmato dal direttore della sanità regionale Antonio Postiglione e dal presidente Aiop, associazione ospedali privati, Sergio Crispino. I pazienti Covid da accogliere sono stati divisi in tre categorie: grado medio, grado lieve e i guariti. E per le case di cura è prevista «una remunerazione pari al 95 per cento di un dodicesimo del budget assegnato nel 2018 a prescindere dal valore della reale produzione».
In più «una tariffa pari a 700 euro per ogni giornata di degenza in terapia sub intensiva e di 1200 euro per ogni giornata di degenza in terapia intensiva». Oltre «ai costi documentati per farmaci appropriati e dispositivi di protezione individuale». Allo stato non si sa quanti posti nella sanità privata saranno necessari, visto che non è possibile prevedere l’andamento del contagio. Ma si legge che «queste modalità di pagamento saranno attuate regolarmente da parte delle Asl, mensilmente, per tutto il periodo di vigenza dell’accordo». Marco D’Acunto, segretario regionale della sanità privata Cgil, attacca: «Siamo di fronte a una disparità di trattamento rispetto ad altre regioni. Per esempio in Emilia l’anticipazione è dell’80 per cento e non del 95 come in Campania, si paga la terapia intensiva a 1100 euro al giorno e non a 1200. Si poteva invece prendere il personale delle strutture private e destinarlo al pubblico. Non vorremmo che dopo questa emergenza la sanità privata in Campania diventi ancora più invasiva». Mario Zazzaro della Fp Cgil non ci sta: «De Luca intervenga a garantire almeno la salute dei lavoratori della sanità privata mettendo a disposizione materiale idoneo di sicurezza e non una semplice mascherina chirurgica a settimana». Eppure le prestazioni in più, se pagate “a prescindere” in questi 3 mesi, potrebbero essere recuperate dopo l’emergenza dalle strutture private. Quindi, senza costi aggiuntivi. Anche se non è specificato nell’accordo. «Così sarebbe giusto – continua D’Acunto – Ma ci chiediamo con quali modalità e in che tempi saranno recuperate le attività».
Contattato da “Repubblica” il presidente Aiop Crispino scrive di «essere impegnato al momento e di non rilasciare solitamente dichiarazioni».fonte Repubblica

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