In ogni angolo del mondo ci sarà sempre una famiglia azzurra pronta ad accoglierti con calore ed affetto”.

La rubrica “VITA DA CLUB” vuole rappresentare una finestra sul panorama mondiale, un viaggio all’interno del tifo azzurro presente in ogni parte del globo.   La sedicesima intervista è dedicata al Napoli Club Zurigo Partenopea del presidente Gianluca D’Angelo. 

Parlaci di te e del Club che rappresenti

Il mio nome è Gianluca D’Angelo, presidente del Napoli Club Zurigo Partenopea. Ho 30 anni, sono nato e cresciuto a Zurigo ma partenopeo nel cuore e nell’anima. I miei genitori emigrarono in Svizzera ormai nel lontano 1980. La passione per il Napoli mi è stata tramandata da mio padre ovviamente, e da tutta la mia famiglia a cui sono molto legato.

Il Napoli Club Zurigo Partenopea è un sogno che nel 2013 è diventato realtà. Da bambino prima e ragazzo poi, erano rare le volte che potevo andare a vedere il mio Napoli allo stadio. La lontananza e gli impegni dei miei genitori, non permettevano a mio padre di portarmi molte volte allo stadio.

Quindi il desiderio di creare un club, che ha come obbiettivo principale quello di seguire il nostro Napoli è nato molto presto nei miei pensieri. Allo stesso modo quello di creare un luogo, dove chi aveva la mia stessa passione potesse dare libero sfogo alle emozioni che solo nostro Napoli ci sa regalare.

Vivendo all’estero, lo scopo è anche quello di incentivare e di tenere vive le tradizioni della nostra terra abbinandoli ad attività culturali per promuovere e preservare la nostra terra. In tutto questo, la volontà di creare, piu’ di un Club, una vera e propria famiglia fatta di ragazzi e ragazze, padri e madri di famiglia, ma anche nonni e nonne. Dopo quasi 8 anni di attività sono felice di dire che c’è l’abbiamo fatta – tutti insieme. E non è finita qui…

Qual è stato l’episodio più emozionante che avete vissuto?

Difficile scegliere un episodio particolare, ce ne sono davvero tanti. La vittoria della supercoppa di Doha, le vittorie prestigiose in Champions, la coppe Italia vinte. Per noi un momento di particolare emozione sono stati anche i sedicesimi di finale di Europa League di due anni fa, che vedeva il Napoli affrontare lo Zurigo. Per noi un occasione unica di vedere il nostra Napoli a due passi da casa. Un organizzazione incredibile con più di 1500 biglietti procurati ai nostri soci ma anche a tutti i Napoli Club dall’Italia e dall’Europa intera

Raccontaci un aneddoto particolare legato al club.

Anche qui ce ne sarebbero molti – posso raccontare che settimanalmente nella nostra sede durante le partite del nostro Napoli si assistono a scene davvero divertenti. Ognuno ha il suo modo di tifare – c’è il pessimista, il positivo, il critico, insomma uno spettacolo assistervi. E poi c’è il sale miracoloso di mio padre Carmine – appena coglie negatività o qualche gufata di troppo lo sparge puntualmente di nascosto.

– Come sta reagendo il club a questo momento di difficoltà, che ormai dura da circa un anno, legato all’emergenza epidemiologica?

Come in tutto il mondo, anche qui in Svizzera le restrizioni per arginare questo maledetto Virus sono state molteplici e di grande impatto. C’è stata una prima chiusura a fine marzo per circa un mese. Poi abbiamo riaperto per poi chiudere il 22 dicembre – la riapertura è prevista per il 22 di gennaio.

Alle spalle tutti noi abbiamo vissuto un anno davvero difficile, ma siamo speranzosi che il 2021 ci condurrà fuori da questa crisi e che anche le attività del club potranno di nuovo riprendere a pieno.

Abbiamo dovuto annullare vari eventi e naturalmente abbiamo dovuto apportare anche modifiche in merito a capienza e distanza. Ma devo fare un plauso al direttivo e a tutti i soci del Club che nonostante il periodo mostrano grande appartenenza e partecipazioni.

– Se avessi dinanzi a te D10S per qualche istante cosa gli diresti?

Semplicemente Grazie. Come ho detto prima ho 30 anni e quindi non ho potuto vivere le gesta di Diego in campo – ma nonostante questo è come se lo avessi fatto. Diego per me è sempre stato un esempio, e lo sarà ancora. Le malelingue vogliono distinguere il Diego calciatore dal Diego Uomo – ma quello che mi ha sempre colpito di Diego è stato il suo modo di essere, generoso, aperto, sempre schierato con i più deboli, prendersi le responsabilità di interi popoli, cadere si – ma rialzarsi sempre e lottare. Questo è quello che ha insegnato a me…

– Quali sono i calciatori del Napoli, ad esclusione di Diego, a cui ti senti più legato? 

Hamsik, Lavezzi, Paolo Cannavaro, Insigne, Koulibaly, Mertens – ce ne sono tanti – e purtroppo da alcuni ho ricevuto anche molte delusioni: uno su tutti Higuain. Ma nonostante i calciatori, è la maglia quella che resta ed è quella che conta e quella che sosteniamo.

– Cosa consigli di visitare (e di mangiare) ai tifosi azzurri che dovessero passare dalle vostre parti?

Zurigo è una città bellissima, moderna e internazionale. Quindi consiglio vivamente di visitare la città che propone ristoranti di tutti i tipi e di tutte le culture immaginabili. Ma il consiglio vero è quello di visitare la nostra sede dove naturalmente c’è anche la possibilità di assaporare cucina partenopea e il miglior caffé del cantone Zurigo. 

Rosario Avenia

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