Sinisa Mihajlovic, allenatore del Bologna, ha parlato a Sky dopo la sconfitta col Napoli per 3 a 1:

“Il nostro obiettivo è di salvarci. Quando ci manca lucidità, facciamo fatica. Siamo una squadra che crea tanto ma segna poco. Mi arrabbio perche’ prendiamo gol per disattenzioni dei singoli, anche di giocatori con esperienza. Loro sono piu’ bravi e hanno fatto gol, ma non avremmo meritato di perdere. Barrow ha potenzialità, non e’ una prima punta, ma e’ un attaccante esterno: stiamo lavorando per fargli fare la prima punta. E’ un momento di transizione. Dobbiamo aspettare ed avere pazienza. E’ normale che abbia alti e bassi. Dipende molto da lui. Piu’ di allenarlo non possiamo. I calci di punizione? Bisogna avere passione per fare le cose. Io restavo dopo l’allenamento a tirare le punizioni. In 12 anni non mi e’ capitato da allenatore di trovare qualcuno che restasse per calciare. Noi facciamo il nostro campionato, dobbiamo salvarci e siamo a +8 sulla terzultima. Potevamo fare meglio ma anche peggio. Noi abbiamo giocato e loro facevano i gol. Ci siamo fatti tre gol da soli. Un palo, due gol annullati e diverse occasioni: se vedo il risultato dico che è fasullo. Non abbiamo meritato di perdere per quanto si è visto in campo”.

Come si spiega questo rendimento esterno? 

“Noi facciamo il nostro campionato, dobbiamo salvarci. Potevamo fare meglio ma potevamo fare anche peggio fin qui, visti gli infortuni. Giochiamo sempre senza 3-4-5 titolari. Ci sono anche colpe nostre, ma oggi non posso dire nulla ai ragazzi. Abbiamo fatto la partita e subito gol per errori individuali da parte di calciatori anche di una certa esperienza. Se giochiamo così sicuramente avremo tante possibilità di vincere, il campionato è ancora lungo”.

Cosa vi manca per fare uno step in avanti e puntare a qualcosa di più della salvezza? 

“Ho sempre detto che il nostro obiettivo è salvarci. La nostra squadra, quando sta bene e ha un atteggiamento mentale all’altezza, può vincere contro chiunque. Ma quando manca questo facciamo fatica. Noi le prestazioni le facciamo sempre, abbiamo la nostra identità di gioco. Ma a volte ci manca qualcosa davanti. Creiamo tanto, ma segniamo poco. E’ così da sempre, dall’inizio del campionato. Ci manca quest’ulteriore step in avanti, ma forse anche la qualità dei calciatori”.

Barrow sarà mai un uomo da 15-20 gol? 

“Le potenzialità le ha. Per me Barrow non è una prima punta, ma un attaccante esterno. Ci stiamo lavorando per fargli fare la prima punta. Quando gli capita la palla gol la butta dentro, sta imparando i movimenti, ma è un momento di transizione e bisogna avere pazienza. Gli alti e bassi sono normali. Potrebbe arrivare a queste cifre, ma dipende da lui. Noi più di farlo giocare non possiamo fare. Non è ancora una prima punta, c’è da lavorare. Vediamo se riusciremo o no”.

Come mai si segna meno su punizione nonostante la barriera resti sempre a distanza? 

“Io da allenatore, non solo qui a Bologna, calcio le punizioni in allenamento e faccio più gol dei miei calciatori. Bisogna avere passione per fare le cose. Io e te dopo l’allenamento restavamo a calciare le punizione e a fare le sfide. Io alleno da 12 anni e non ho mai visto nessuno che mi dicesse di restare di più dopo l’allenamento, sono sempre io anzi a doverlo chiedere”.

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