Parlando nella Sala Consiliare del Comune di Brusciano in occasione della presentazione della partita del Cuore, che si giocherà allo stadio Comunale lunedì 19 giugno, Bruscolotti ha detto la sua sulla possibilità di dare la maglia numero 10 a Insigne, ripetendo il gesto che lui stesso fece nell’estate del 1986 consegnando la fascia di capitano a Maradona, diede la promesso, mantenuta, di fargli vincere lo scudetto.

“Lorenzo ha fatto un campionato straordinario, sta dimostrando di avere capacità fuori dal comune. MA quella maglia, la maglia di Maradona è difficile da indossare per tutti. Io ci andrei cauto. Quando diedi la fascia di capitano a Maradona sapevo di darla al più grande giocatore di tutti i tempi, un fenomeno inarrivabile in campo, oltre ad leader del gruppo. Diciamo che fu un passaggio doloroso, ma andavo sul sicuro. Diego aveva spalle larghissime e difatti aveva appena vinto, da solo o quasi, un mondiale con l’Argentina. Insigne deve crescere ancora, anche perché la maglia di Diego gli metterebbe pressione ulteriore. Lasciamolo con la 24, magari diamogli la 30, ma non mettiamo pressione ad un ragazzo che ha già quella di essere un predestinato, col compito difficilissimo di guidare, da napoletano, il Napoli verso grandi traguardi”.
Ma c’è nell’aria la sensazione che si respirava nell’estate del 1986 quando si percepiva sin dall’inizio che quello sarebbe stato l’anno del Napoli?
“Non lo so- riprende Bruscolotti. Posso solo dire che noi calciatori iniziammo a capire che davvero poteva essere l’anno buono dopo qualche mese di campionato, dopo le vittorie di Roma e soprattutto di Torino contro la Juventus. Quel pomeriggio capimmo che il gruppo aveva un qualcosa si speciale, al di là della forza dei calciatori. Dopo la vittoria contro la Juventus, direi soprattutto dopo aver chiuso al primo posto il girone di andata capimmo che forse sì, era proprio quello l’anno del Napoli”.