E’ un momento fondamentale per la stagione del Napoli. Finora Gattuso è sempre stato coerente con i suoi princìpi tecnico-tattici.

Eppure, la virtù palesata dall’allenatore pare davvero che gli stia creando qualche problema di troppo. Sfociando in una sorta di integralismo nelle scelte di formazione ai limiti del controproducente.

Ecco perché, passando da una squadra toscana all’altra, Ringhio vorrebbe utilizzare la partita di domenica contro la Fiorentina per svoltare definitivamente. Visto che in Coppa Italia, con l’Empoli, non ci è riuscito.

Almeno sul piano del gioco. Considerando che comunque ha ottenuto il passaggio ai Quarti. Pur mancando l’intensità ed il dinamismo giusti a convincere tifosi e addetti ai lavori della bontà delle idee mostrate in campo ieri sera…

Occhio ai braccetti difensivi della Viola

I limiti strutturali del Napoli potrebbero venire amplificati proprio dalle caratteristiche della Fiorentina. La classica squadra che giocando a tre dietro, sfrutta molto i braccetti difensivi, per creare superiorità numerica in mediana.

Guarda caso, la zona di campo dove gli azzurri vanno più spesso in sottonumero, opponendo solamente due centrocampisti puri alle ripartenze avversarie.

Con Pezzella a presidiare in pianta stabile lo spazio davanti all’area di rigore, Prandelli può permettersi il lusso di spingere in avanti Milenkovic o Igor. Ovviamente, quando uno si orienta sull’uomo, contemporaneamente l’altro si alza in fascia.

Occupando quella porzione di campo in cui generalmente staziona un terzino tradizionale, il serbo o il brasiliano determinano anche i movimenti dei “quindi”. Che stringono in mezzo, nei cd. half spaces, per associarsi con i compagni più tecnici. Tipo Castrovilli…  

In genere, Caceres sfrutta maggiormente la libertà concessagli internamente. Mentre Biraghi preferisce ricevere più la palla sulla corsa, molto alto, lavorando con il piedi sulla linea. In maniera tale da garantire uno sbocco in ampiezza.

Callejon falso nueve

Dalla trequarti in avanti, i gigliati dovrebbero provare ad offendere con Callejon e Vlahovic. Una scelta con la quale il tecnico della Fiorentina mira a mettere in difficoltà il Napoli.

Probabilmente, infatti, i due non giocheranno sullo stesso fronte, ma in situazione di uno più uno.

In tal modo, Prandelli spera di riuscire a tirare fuori dalla linea uno dei centrali azzurri, costretto ad accorciare in avanti sullo spagnolo. Favorendo, al contempo, la creazione di uno spazio, che Castrovilli potrebbe poi riempire, attaccando la profondità.

A proposito di profondità. Vlahovic abbina le qualità del classico centravanti posizionale, ad una discreta mobilità. Pertanto, non è raro vedere la Fiorentina optare per una soluzione diretta e verticale, scavalcando il centrocampo con un lancio lungo, funzionale ad appoggiarsi alla fisicità del serbo.

Sperando magari che possano nascere delle opportunità sulle seconde palle.

Il possesso del Napoli si scontrerà con la compattezza

In definitiva, appare evidente che la Fiorentina incide poco in fase offensiva. Preferisce, invece, compattarsi sotto la linea della palla.

Affinchè, al giropalla del Napoli, si contrapponga una squadra capace di trasformare il sistema di gioco originario in un più guardingo ed accorto 5-3-1-1.

Caratterizzato da una forte pressione, portata dai tre centrocampisti in modo continuativo. Si vede che alla base c’è un lavoro preparato certosinamente in settimana, modulato sulle peculiarità dell’avversario.

Non a caso, a collaborare al pressing, si sacrifica chi gioca da sottopunta. Ovvero, Ribery o Callejon.

Una curiosità: quando i gigliati recuperano il possesso, lo gestiscono con qualità. E nel tentativo di far collassare l’avversario, orientano la manovra con continui cambi di campo, amplificando gli spazi tra le linee dei difendenti.

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