Eugenio Albarella, noto e apprezzato preparatore atletico, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte, nel corso di “Marte Sport Live”  e si è soffermato, in particolare, su Kim.

Kim? Per quello che offre oggi il mercato per il DNA del Napoli penso sia la soluzione migliore.

È un giocatore che ha grandi margini di miglioramento e ha dimostrato di potersi inserire nei campionati europei.

È bravo tecnicamente, calcia con destro e sinistro, è fortissimo di testa ed ha rapidità. Non dico che può essere da subito l’erede di Koulibaly, ma ha tutti i numeri per poterlo diventare.

Logicamente purtroppo per luoghi comuni si cavalcano certe cose che non hanno nessuna base nè tecnica nè scientifica. È un vincolo dovuto dall’essere extracomunitari.

Chi non è vincolato da questi limiti ha quasi sempre in rosa un giapponese o un coreano. I coreani vengono considerati come gli argentini, perché hanno la cosiddetta garra.

Il Napoli si prende il rischio di dover inserire un calciatore nel contesto di gioco organizzato come quello del Napoli, servirà un minimo per adattarsi.

Va dato merito allo scouting del Napoli che ha dimostrato lungimiranza e capacità di trovare profili validi. Questione portiere? Io a volte mi meraviglio che purtroppo qui a Napoli si vuole sottolineare e dare delle letture dove ognuno deve giocarsi le proprie chance e non avere diritto acquisito. Meret dovrà giocarsi le proprie chance con un eventuale collega di pari qualità. Perché le squadre di alta qualificazione non possono permettersi di avere un quid qualitativo molto ampio tra il primo ed il secondo portiere. Se questo diventa un limite nel momento in cui arriva un secondo portiere di qualità, è bene che il Napoli ci pensi, altrimenti non vedo discussioni”.

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