In ogni angolo del mondo ci sarà sempre una famiglia azzurra pronta ad accoglierti con calore ed affetto”

La rubrica “VITA DA CLUB” vuole rappresentare una finestra sul panorama mondiale, un viaggio all’interno del tifo azzurro presente in ogni parte del globo.  La cinquantunesima intervista di Vita da Club è dedicata al Club Napoli Meta del presidente Pietro Rossi. 

Parlaci di te e del Club che rappresenti

Mi chiamo Pietro Rossi e sono da poco il nuovo presidente del club Napoli META, anche se nelle retrovie c’è sempre la supervisione del grande presidente onorario Rosario Savarese. Il club nacque proprio grazie alla caparbietà di Rosario che ebbe l’idea di rinfrescare dei vecchi locali abbandonati sottostanti le scuole elementari di Meta e di mettere su un gruppo di tifosi napoletani che condividevano un’unica passione. Il gruppo era composto da me; da Rosario, ossia il fulcro di tutto il progetto; da Nico, l’attuale tesoriere ed infine dal nostro saggio Angelo che di professione fa l’imbianchino e che ci ha dato un grande aiuto a ripristinare i locali. Oggi il club è diventato un vero e proprio gioiellino, lo consideriamo la nostra seconda casa; la casa di tutti coloro che, come noi, inseguono la medesima passione. Inizialmente il club fu dedicato al grande Fabio Quagliarella; purtroppo però, dopo poco, lasciò il Napoli per trasferirsi nella squadra che da anni rappresenta l’acerrima nemica (calcisticamente) dei napoletani e fummo costretti a cambiare il nome.

Vita da Club

Qual è stato l’episodio più emozionante che avete vissuto?

La più grande emozione per noi è stata la finale di Coppa Italia con la Juve vinta a Roma nel 2011/2012. Partimmo in cento dal club, distribuiti su due autobus, con un unico obiettivo: portare a casa il trofeo! E così fu; una giornata indimenticabile segnata da una grande vittoria per due a zero con i gol targati Hamsik e Cavani. Festeggiammo per una settimana intera, senza mai stancarci!

Raccontaci un aneddoto particolare legato al club.

Un aneddoto simpatico si è verificato nella trasferta di Madrid per la partita di Champions del Napoli contro il Real. Partimmo in aereo il giorno prima della gara in tre: io, Rosario Savarese ed Augusto Ercolano uno dei soci fondatori; facemmo due scali con arrivo a Siviglia, dopodiché prendemmo il treno che ci portò nella capitale spagnola. Ivi giunti il tempo di mangiare qualcosa ed entrammo nel tempio del calcio: il “Santiago Bernabeu”. Poiché avevamo biglietti in settori diversi, prima di accedere allo stadio, individuammo un punto d’incontro per riunirci nuovamente a fine partita. L’aereo di ritorno partiva alle 5 del mattino pertanto dormimmo per terra in aeroporto. Il volo prevedeva uno scalo a Berlino dove arrivammo in ritardo ed avemmo subito il sentore di aver perso la coincidenza che ci avrebbe riportati a Napoli. Ormai eravamo quasi consapevoli di farci una notte a Berlino ma, nonostante ciò, feci di tutto per entrare nuovamente in aeroporto e rifare il check-in. Ebbene riuscii nella mia impresa e bloccai anche la partenza dell’aereo. Ad un certo punto vidi che dietro di me arrivarono almeno una ventina di tifosi del Napoli che dovevano prendere lo stesso aereo. Alla fine aspettarono l’arrivo di tutti anche se, a causa nostra, il volo partì da Berlino con un’ora e mezza di ritardo. Cosa non si fa per i nostri amati colori bianco azzurri!!!

Vita da Club

– Come sta reagendo il club a questo momento di difficoltà, che ormai dura da circa un anno, legato all’emergenza epidemiologica?

Oggi, purtroppo, ci troviamo ad affrontare un brutto periodo a causa del Covid 19. Per fortuna, grazie a tutti i risparmi messi da parte in questo primo decennio del nostro amatissimo club, stiamo riuscendo a resistere ed a fronteggiare questo momento buio, con la speranza e l’augurio che passi quanto prima e che potremo ritornare sugli amatissimi gradoni dello stadio “Maradona”.

– Se avessi dinanzi a te D10S per qualche istante cosa gli diresti?

Se oggi trovassi dinanzi a me il Dio del calcio gli chiederei di farci rivivere, seppur per pochi attimi, quelle emozioni in campo che solo lui e nessun altro è stato in grado di regalare al popolo napoletano. Magari un altro scudetto, perché no? 

Vita da Club

– Quali sono i calciatori del Napoli, ad esclusione di Diego, a cui ti senti più legato? 

Nella lista dei giocatori che più mi mancano, al primo posto metto il Matador Cavani per la sua tenacia, Callejon per la sua signorilità, il Pocho Lavezzi per la sua velocità ed infine il nostro capitano Marek Hamsik.

– Cosa consigli di visitare (e di mangiare) ai tifosi azzurri che dovessero passare dalle vostre parti?

Concludo dicendo che se verreste qui da noi avremmo piacere di farvi assaggiare una delle nostre specialità conosciuta in tutta Italia: il crocchè gigante di uno dei ristoranti storici di Meta, una poesia vera e propria per il vostro palato. Vi aspettiamo!! Grazieee. Sempre e comunque forza NAPOLI.

Vita da Club a cura di Rosario Avenia

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