Alessio Zerbin rappresenta una nuova tendenza che si sta affacciando nel costruire la rosa del Napoli per la prossima stagione. Ovvero, prestare particolare attenzione ai talenti cresciuti nel settore giovanile.

Chi viene sù dal vivaio e dopo un graduale percorso di crescita professionale lontano dalla casa madre, magari in categorie inferiori, si vede offrire la grande opportunità: tornare alla base da protagonista, per giocarsi una chance importante all’Ombra del Vesuvio.

Una piazza senza ombra di dubbio assai esigente, che spesso non perdona nulla nemmeno ai marpioni della pedata, abituati alla Serie A. Figurarsi un esordiente o quasi a questi livelli…

Nazionale premio meritato

Nel frattempo, la direzione sportiva partenopea non si fa pregare più di tanto. E piuttosto che impegnarsi con vincoli pluriennali, troppo onerosi per il bilancio del club, preferisce rivolgersi ai giovani prospetti, come antidoto alla crisi. Un vero e proprio casting, dunque, a caccia del colpo low cost.

Del resto, Cristiano Giuntoli è un realista, pienamente consapevole di quanto sia complicato cambiare mezza squadra in tempo di austerity. L’adrenalina per il mercato che si profila all’orizzonte, quindi, invita ad aguzzare l’ingegno.

Con la partenza di Insigne verso la MLS, assorbita solo parzialmente dall’acquisto di Kvaratskhelia, sembra stringersi il cerchio su chi debba occupare il ruolo di esterno sinistro. La condizione ideale per innestare nell’organico del Napoli che verrà un offensive player carico di belle speranze come Zerbin.

Non a caso, l’ormai ex Frosinone è stato convocato da Roberto Mancini per uno stage riservato ai principali calciatori di interesse nazionale. Finendo nel listone dei 53 diramato nei giorni scorsi dal Commissario Tecnico per uno stage a Coverciano.

Diverso rispetto al Capitano

Accostare un giocatore di proprietà del Napoli a chi, fino a qualche settimana fa, si muoveva in quella specifica porzione di campo, occupata dal folletto di Frattamaggiore, può sembrare del tutto naturale, allora. Nient’affatto una speculazione o una forzatura.

D’altronde, Zerbin è il classico destro elegante e qualitativo, che gioca a piede invertito dalla parte mancina del campo. Tendenzialmente portato a stringere verso il centro, quando opera negli ultimi venticinque metri. Con un distinguo doveroso: l’incomparabilità con Lorenzinho dal punto di vista morfologico. Infatti, rispetto al Capitano, è fisicamente prestante (1,82), con spalle larghe e gambe potenti.

Aggiungiamo pure che la Serie B è diversissima dalla categoria superiore. Non solamente per intensità del gioco e qualità media degli interpreti. Diverso spadroneggiare in cadetteria e ripetersi, almeno nell’immediatezza del debutto, al piano di sopra.

I dubbi riguardano essenzialmente la velocità nelle letture, in un campionato evoluto e maggiormente propositivo. Nonchè il dinamismo che gli verrà chiesto per dimostrarsi efficace nella fase di non-possesso, coprendo la zona di competenza sotto la linea della palla.

Una carriera in crescita

Zerbin ha cominciato a palesare di che pasta è fatto ad appena 16 anni, titolare in Serie D col Gozzano, con cui colleziona 20 presenze arricchite da 8 reti. Per un minorenne, numeri tali da renderne difficile la permanenza nel novarese. Quelle ottime prestazioni da “Under” in Serie D gli valgono il passaggio al Napoli, dove gioca in Primavera nel biennio 2016-18.

L’anno successivo inizia il suo personalissimo tour in prestito. Lega Pro con Viterbese, Cesena e Pro Vercelli. In piemonte incontra Francesco Modesto, che lo mette al centro del progetto, venendone ampiamente ricambiato da 9 assist e 5 gol in 33 presenze.

Una cartina di tornasole per il passaggio in Serie B al Frosinone, la scorsa estate. Il 4-3-3 di Fabio Grosso ne esalta le caratteristiche tecnico-tattiche. Inizia benissimo l’annata; piccola pausa a novembre, vivendo un appannamento di forma, che ne determina il momentaneo accantonamento dall’undici titolare. Si riprende la scena, esplodendo definitivamente, a cavallo tra dicembre e gennaio, chiudendo il campionato ad un gol dalla doppia cifra.

Cosa aspettarsi da Zerbin

Prematuro, chiaramente, immaginare oggi quanto possa rivelarsi impattante Zerbin. Molto dipenderà dalla simbiosi emotiva che riuscirà a creare con Luciano Spalletti.

Quanto l’allenatore di Certaldo saprà aspettarlo. Attendere che maturi e nel frattempo dosarne il minutaggio, sfruttando sia la pericolosità offensiva nello stretto, che l’abilità nel contribuire alla risalita della palla in fase di costruzione. Buona per consolidare il possesso.

Fisicità e piedi sono indiscutibilmente da Serie A. Il resto è da vedere…

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