Il Napoli perde per la sesta volta in campionato, deludendo sia per il risultato sia per l’atteggiamento proposto in seguito a 20′ iniziali di buon livello. Il Verona, dopo aver regalato agli azzurri un goal all’ottavo secondo di gioco, ha dimostrato grande compattezza e lucidità.

Una sconfitta che non sorprende chi ha visto giocare il Verona, ma veniamo alle pagelle:

Il nostro approfondimento sul Verona, “la forza delle idee”

Meret, 6-: Bene tra i pali e nelle uscite, non perfetto con i piedi (soprattutto nel breve). Il portiere di turno del Napoli paga spesso dazio per la fissazione dell’allenatore di dover costruire costantemente dal basso (una costruzione che non ha mai portato beneficio al Napoli, ma solo danni).

Di Lorenzo, 4.5: Manca clamorosamente il ripiegamento difensivo, insieme a Bakayoko, in occasione del pareggio. Non spinge con convinzione, risultando spesso estraneo al gioco.

Koulibaly, 5: Paradossalmente meglio nella ripresa, durante il primo tempo sbaglia troppi passaggi ed è tardivo nelle coperture. Nel secondo tempo approccia meglio la partita, perdendosi nuovamente nel finale trascinato dalla mediocrità generale. Da lui ci aspettiamo ben altre prestazioni, soprattutto di leadership.

Maksimovic, 4.5: Lento e con poco interesse a contribuire agli obiettivi di una società che lo libererà a 0 a fine anno; come tutta la linea difensiva non offre alcuna garanzia al malcapitato portiere di turno.

Hysaj, 5: Il terrorista del calcio per eccellenza non offre alcun tipo di soluzione offensiva e non risulta migliore dei compagni in fase di copertura. Il fatto che Gattuso debba affidarsi a lui come migliore soluzione sulla sinistra è destabilizzante.

Demme, 7: Un giocatore che abbina qualità nelle giocate ad una costante voglia di recuperare il pallone. Offre l’assist (con la collaborazione di Dimarco) per il vantaggio lampo del Napoli ed i suoi inserimenti in area di rigore sono sempre pericolosi. Ha coperto tutto il campo, senza ricevere mai aiuti dal collega di reparto. (65′ Politano, 6+: La sostituzione di Demme farà inevitabilmente discutere, ma Matteo entra con la giusta testa e cerca di dare una scossa alla squadra. Ci prova fino all’ultimo con una conclusione che terminerà di poco fuori)

Bakayoko, 3.5: Partita semplicemente disastrosa del francese, che nelle ultime uscite sta progressivamente calando. Completamente fermo in occasione del pari come in quasi tutta la partita, lavora molto poco per la squadra e non offre la copertura che la sua posizione in campo richiede. (83′ Lobotka, SV: Ma a che serve?)

Lozano, 6: Sblocca immediatamente il match ed è sempre nel vivo del gioco. Troppi gli errori nella ripresa, diversi anche banali. Al momento è l’unico giocatore offensivo realmente pericoloso da inizio stagione.

Zielinski, 5: Il polacco è la rappresentazione calcistica dell’incostanza, capace di creare grandi giocate per poi spegnersi completamente il minuto successivo. Con lui è necessario ripetere sempre la stessa cosa: “se solo la testa fosse al livello dei piedi…” (83′ Elmas, SV: La gestione di questo ragazzo è inaccettabile)

Insigne, 5-: Presente in tutte le zone del campo ma senza un ruolo ben preciso, il suo impegno è commovente e mai concreto. Le sue giocate e le conclusioni mancano completamente di qualità, mentre risulta sempre prezioso in fase di copertura (avere un terrorista sulla stessa fascia comporta grandi sacrifici fisici). Anche oggi la prestazione del capitano rispecchia quella della squadra. (60′ Mertens, 4.5: Era davvero difficile fare peggio di Lorenzo. Il suo ingresso non incide positivamente sul risultato, anzi aiuta il Verona a trovare il goal che taglia le gambe al Napoli)

Petagna, 5.5 Partita di sacrificio per la boa azzurra che, pur non brillando particolarmente per qualità in mezzo al campo, crea pericoli non sfruttati al meglio dai compagni in area di rigore; l’unica vera azione personale (che non sfrutta al meglio) avviene poco prima di lasciare il campo. (65′ Osimhen, 5: Le speranza era di vederlo spaccare in due la partita, ma risulta ben lontano dalla forma migliore. Non incide in alcun modo, avrà bisogno di minutaggio per riprendersi)

Le solite parole di Gattuso, “il veleno non si compra”

Gattuso, 4: 6 sconfitte sono troppe mentre 11 vittorie poche, soprattutto se il Napoli non riesce praticamente mai a pareggiare le partite (1, contro il Torino). La fissazione del mister nel proseguire con la costruzione dal basso, male organizzata e poco funzionale (a prescindere dal portiere, meglio specificarlo), ha portato tanti guai e poche soluzioni offensive, risultando masochista e fine a se stessa; le sostituzioni sono un spettacolo dell’orrore. E’ decisamente giunto il momento di valutare l’operato del mister (ma non solo).

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