Articolo di Giovanni Chiaravalle

“Quella alchimia si creò in maniera spontanea… C’era Amicizia, eravamo una Famiglia”.
Tenero il ricordo di Salvatore Bagni a 35 anni dalla conquista dello scudetto. Tenero e moderatamente nostalgico il 4 dal ginocchio fasciato. È una intervista dai toni romantici ed allo stesso tempo severi quella rilasciata a La Repubblica negli scorsi giorni. Romantica nel ricordare i mille e più aneddoti di un periodo giovanile e felice tra calcio ed umanità e severa perché non può prescindere da un’analisi seria e cruda di un calcio moderno fratello strettissimo del business e della prestazione ad ogni costo.
Caro Salvatore, amico dei giorni più cari, come dice la canzone, non possiamo che esser d’accordo con la tua tenera nostalgia.
Il Calcio del 2022 è solo una pallida imitazione del calcio romantico di Fuorigrotta anni 90.
Corretta e pungente è la critica che Bagni muove alla Ssc Napoli quando onestamente sottolinea la mancanza di una visione e conseguentemente la presenza di Uomini giusti nei posti giusti. Negli anni dell’ingegnere c’era stato un signor distinto e discreto Italo Allodi, sostenuto da un giovanissimo Pier Paolo Marino che anni dopo sarebbe stato timoniere della rinascita. Ferlaino aveva affidato a loro il lavoro di campo, dei rapporti con i giocatori e questi avevano vissuto un clima da campeggio felice. Tantissimi gli episodi raccontati a mezza voce tra le case e feste riservate. I vhs rimasti gelosamente nascosti. I rapporti tra le donne. Le Napoletane che accoglievano e supportavano le argentine, le milanesi e più tardi le brasiliane.
Insomma c’era Napoli nel Napoli.
Ed oggi?
Oggi non c’è più la signora Mary, moglie di Bruscolotti, che si racconta fungesse da collante come una antica e nobile matrona. Oggi c’è frenesia. Frenesia e soldi.
“A questo Napoli mancano leaders, senza si può arrivare secondi o terzi” sentenzia Salvatore.
La questione è spinosa.
Delicata come poche.
Il tema della Pedagogia che si interseca pienamente nello Sport è tema altissimo e scivoloso.
Negli anni dell ‘ 11 di Bianchi e poi di Bigon c’era tutto ed il contrario di tutto ma esisteva quel che teneva saldi i gruppi, le squadre e le Famiglie.
Lo spirito di sacrificio ed il Desiderio.
Fantasmi per i “giovani” del 2022.
Salvatore Bagni, uomo di calcio ma soprattutto Uomo resta per questa città sempre una voce calda ed utile.
Una carezza.

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