Il Napoli sta facendo carte false per convincere il Sassuolo a cedergli Giacomo Raspadori. Uno che, al netto di una struttura fisica nient’affatto da corazziere, ha tutto quello che serve per diventare un giocatore di culto all’ombra del Vesuvio.

In effetti, Jack è il classico offensive player atipico, capace di interpretare in chiave moderna ogni slot là davanti.

Scopriamone, dunque, le principali caratteristiche tecnico-tattiche.

Poca fisicità, ma lui non ci bada

Morfologicamente, salta immediatamente all’occhio l’accostamento di Raspadori con Sergio Agüero. Una similitudine innanzitutto legate alle dimensioni. Giacomo è alto circa 172 cm per poco più di 65 chili. Come il Kun – classico centravanti tascabile, rapido negli spazi stretti, esplosivo nel primo passo – ha il baricentro basso, nonché la capacità di assorbire i colpi. Soprattutto quando deve giocare spalle alla porta, riesce a tenere il corpo a corpo, con la forza di gambe potenti.

Senza dubbio non è un attaccante monodimensionale. Nel senso che si esalta all’interno di un sistema diretto e verticale, specialmente se l’avversario gli concede l’opportunità di aggredire la profondità, risulta poi micidiale. In virtù di un controllo orientato mortifero, difficile da contenere. Associato alla sensibilità nella conduzione della palla con entrambi i piedi, che ne rende pressochè impossibile anticiparne le intenzioni.

Ma è dotato pure di una naturale propensione al gioco associativo, per cui, grazie alla qualità nelle letture, si mette al servizio della squadra, piuttosto che pensare esclusivamente al gol personale.

Così non è raro vederlo abbassarsi a cucire la manovra, palesando una certa destrezza nel dialogo sul corto. Oppure muoversi sull’esterno, per sottrarsi alla mismatch con il marcatore diretto. Giocata tradizionale del suo repertorio, funzionale a svuotare lo spazio centrale e permettere l’inserimento dei compagni.

Insomma, finora per Raspadori l’altezza non è stata mai un grosso problema…

Perché serve al Napoli

Il Napoli avrebbe bisogno esattamente di una risorsa con le sue peculiarità. Buona per il 4-3-3 oppure in una delle posizioni d’attacco nel 4-2-3-1.

L’innata abilità di accorciare verso i centrocampisti, per offrire loro una ulteriore linea di passaggio, renderebbe Raspadori assai impattante per i principi di Spalletti, che punta al dominio delle partite attraverso il possesso palla, complesso e ravvicinato.

Da non trascurare, inoltre, quanto potrebbe diventare potenzialmente devastante nello stimolare il lavoro preventivo delle catene, aprendosi in fascia. Facilitando le connessioni con terzino e mezz’ala. In un calcio fortemente strutturato sulla necessità di sviluppare l’azione in ampiezza, com’è quello richiesto agli azzurri dall’uomo di Certaldo.

Ovviamente Raspadori diventa ininfluente sui palloni alti, sia in area di rigore che nel gioco di sponda, dov’è praticamente impossibilitato a pareggiare la presenza fisica dei centrali difensivi. Per sua fortuna, nel Napoli, il lancio lungo è una situazione esplorata raramente.

Raspadori d’accordo, il Sassuolo meno

Nondimeno, per aspirare davvero ad essere il prossimo colpo di mercato di questa bollente estate del club partenopeo, occorre fare l’ultimo, decisivo, passo in avanti nella trattativa con il Sassuolo.

Il diesse dei neroverdi, Giovanni Carnevali, pare non voglia assolutamente derogare dalla sua richiesta iniziale. Pretende 35 milioni di euro. Non un centesimo in meno.

Dal canto suo, Cristiano Giuntoli ha veramente raschiato il fondo del barile, rilanciando: 25 milioni più bonus assortiti, tali da raggiungere la cifra di 30 milioni è il limite oltre il quale il diesse azzurro non può spingersi. Il Napoli, invece, si fa forte dell’accordo raggiunto direttamente con il giocatore a 2.5 milioni di euro netti, per cinque stagioni. 

In questo scenario, sembra che il sondaggio della Juventus abbia l’unico scopo di mera interferenza, magari per aumentare il prezzo di vendita.

Appare evidente, infatti, che i bianconeri non siano affatto disposti a entrare in concorrenza per Raspadori. Almeno in questa finestra di mercato. E comunque non prima di aver ceduto Moise Kean.     

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