C’è un aggiornamento sulla trattativa in corso tra Napoli e Verona per Giovanni Simeone. Acquirente e venditore sono d’accordo sulla cifra, vicina ai 15/16 milioni di euro. Non sulla formula dell’operazione.

Gli scaligeri vorrebbero subordinare il prestito all’obbligo del riscatto. Mentre la società partenopea propende per una semplice opzione: il classico diritto di riscatto.

Simeone in debito

Al di là di come dovesse poi formalizzarsi l’affare, prim’ancora di indossare la maglia del Napoli, Simeone ha già maturato un debito d’onore con i tifosi azzurri.

Il suo nome, infatti, è legato indissolubilmente ad una delle pagine più nere della storia del club napoletano, quando la squadra di Maurizio Sarri perse lo Scudetto praticamente in albergo.

In realtà, a Firenze si realizzò l’assassinio perfetto. Ma El Cholito fece solo da sicario. Il braccio armato che commise materialmente l’omicidio.

Premendo il grilletto ben tre volte, l’allora centravanti della Viola mortificò gli sforzi di un gruppo meraviglioso, in grado di esprimere un calcio a tratti veramente paradisiaco. Nonché, il sogno Tricolore di un intero popolo.

A commissionare un delitto tanto bieco, quanto vigliacco, però fu una mano sconosciuta. Complice un “Sistema” colluso e omertoso, impermeabile a qualsiasi novità.

Manco il cambiamento apportato dall’Estetica Trascendentale non si fondasse sull’assoluta meritocrazia, oltre che sul bello fine a sé stesso.

Lacrime e doping arbitrale

Contro la Fiorentina, Koulibaly si fece letteralmente dominare dall’attaccante argentino, che lanciato in campo aperto si mise in tasca velocità, forza fisica e timing nelle letture del centrale senegalese.

Anticipato sulla corsa, a Kalidou non rimase che intervenire in maniera scomposta, commettendo il fallo che gli costò l’espulsione.

In quella maledettissima gara, Simeone palesò una indubbia qualità nello smarcarsi in profondità, aggredendo lo spazio alle spalle della linea difensiva avversaria.  

Così, la partita del Franchi, invece che legittimarne le ambizioni, allontanò definitivamente il Napoli dalla rincorsa alla Juventus.

Soprassedendo, almeno in questa sede, sul “doping arbitrale” che condizionò moltissimo la volata finale al titolo di Campioni d’Italia…

Basteranno i gol

Insomma, le vie del mercato sono talmente infinite al punto da permettere al destino di presentarti anche un conto insperato per ciò che hai fatto in passato.

Sostanzialmente, oggi sulle spalle di Simeone pesa una responsabilità non da poco.

Giocare con la leggerezza che lo contraddistinse quel giorno, trasformando le bestemmie profferite nei suoi confronti in applausi e cori d’incitamento.

Basterà semplicemente farsi trovare pronto all’appuntamento con i gol e sudarsi la maglia azzurra!

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