Tanti Auguri A… Alex Del Piero che oggi compie 46 anni!

Che dire, è stato insieme a Totti e Baggio, uno dei giocatori italiani più forti degli ultimi 30 anni e, salvo la sua prima stagione al Padova e gli ultimi 2 anni di carriera, ha giocato dal 1993 al 2012 con la sua Juventus, di cui n’è stato capitano e simbolo per 12 stagioni, sollevando innumerevoli trofei (6 scudetti, 4 supercoppe, 1 Champions League, 1 Coppa intercontinentale, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa UEFA) e segnando 290 reti in 705 gare.

Avendo iniziato il suo percorso calcistico come portiere, era quantomeno difficile credere che fosse destinato a diventare uno dei più grandi attaccanti mai visti su un campo di calcio. Passando dall’essere un anonimo custode di una porta di periferia al diventare un attaccante di immensa classe, la sua adattabilità è stato uno dei suoi maggiori punti di forza; ma è indubbiamente il suo inestinguibile desiderio che lo ha visto superare sé stesso e i suoi rivali nel corso degli anni.

Alex Del Piero voleva giocare a calcio e la madre non era d’accordo, non intravedendo per lui un futuro sicuro in questo mondo. Con il Padova andò subito in gol, nel match contro la Ternana. La leggenda della Juve Giampiero Boniperti lo portò poi alla Juve, vincendo la concorrenza di altri club, offrendogli l’opportunità di dimostrare quello che poteva fare per uno dei club più famosi della storia. Un Del Piero dal volto nuovo mosse i primi passi per diventare una superstar globale e un tesoro del calcio italiano.

La sua carriera è stata composta da cicli. Partito dalla Serie B, è tornato all’essenza stessa delle sue radici calcistiche per combattere con le unghie e con i denti per la sua squadra. Nel frattempo, faceva impazzire difensori e portieri di tutto il globo, tra finte, dribbling ubriacanti, tiri a giro, passaggi filtranti, controlli leggiadri e tanto altri ancora. Quando gli fu offerta la possibilità di far ritirare la maglia della Juventus n.10, rifiutò, con la speranza qualcun altro potesse emularlo e infondere nuova vita a quella maglia.

Grazie a tutti i suoi successi, il campione del mondo 2006 è riuscito a risogere dalle ceneri come l’Araba Fenice, a ricaricarsi in un infinito elisir di brillantezza un numero impressionante di volte. È un giocatore che si è sempre sforzato di dare il meglio di sé, ma che raramente non è stato all’altezza della situazione. Ha ricevuto critiche e attacchi nei periodi post-infortunio. E tutti sanno cosa ha dovuto patire dopo il gravissimo infortunio nel ’98-’99. E così facendo, ha portato a termine una moltitudine di incredibili imprese che gli hanno assicurato il suo posto nel pantheon dei grandi per l’eternità.

Nel suo libro “Detto tra noi”, Del Piero ha scritto: «Mi sono ritrovato lì, in campo, a combattere contro me stesso allontanando il pensiero che fosse finita. Che non avrei più giocato in quello stadio, con quella maglia. Nessuno, me per primo, si era ancora reso conto che quel momento potesse arrivare davvero. I titoli di coda del film del quale ero il protagonista stavano per scorrere e io non avevo idea di come sarebbe stata l’ultima scena. Ho trovato, ripensandoci, delle similitudini forti tra quanto è accaduto quel giorno e il mio modo di giocare nei tanti anni trascorsi correndo dietro a un pallone. Le cose migliori sono sempre arrivate quando la genuinità, l’istinto e la mia libertà hanno preso il sopravvento sulla dimensione razionale, pur sempre presente (a volte anche troppo). Il senso del gioco che avevo dentro mi guidava oltre ciò che prima potevo soltanto immaginare, ma che poi magicamente si concretizzava su quel prato verde».

Non è stato solo un simbolo della sua Juventus, ma anche della Nazionale, dove Pinturicchio (appellativo dato da Gianni Agnelli per l’eleganza del suo gioco) ha militato dal 1995 al 2008 con gli azzurri, segnando 27 reti in 91 presenze.

«A livello di valori tecnici assoluti, non penso che l’Italia vittoriosa nel 2006 fosse la più forte di quel decennio, ma certamente trovò le migliori motivazioni, seppe costituire un gruppo straordinario. Con Lippi ho conquistato tutte le più grandi vittorie della mia carriera: con lui sono cresciuto, mi sono affermato, sono cambiato. Quella del 2006 però è un’esperienza a sé, dove ciascuno di noi ha vissuto tutte le possibili gradazioni dei sentimenti umani. In questo microcosmo, Lippi è stato una guida straordinaria. Quasi lo odiavo, quando non mi faceva giocare. L’ho guardato minuto dopo minuto in quell’epica partita contro la Germania, con una voglia di entrare e spaccare tutto che non credo di avere mai provato in tutta la mia carriera. Ma quella sera quando c’è stato bisogno di me, ha incrociato il mio sguardo e io c’ero. Ho sempre pensato che ci sia stato qualcosa di più grande di me, quasi trascendentale, in quella rete. È molto più di un gol, è un viaggio, una vita, dall’inferno al paradiso. Se si riguardano le immagini dalla telecamera più alta si nota che all’inizio dell’azione io ero l’ultimo uomo. Ero leggermente spostato a sinistra, addirittura più indietro della nostra linea difensiva. Ero finito là per difendere il nostro vantaggio. Poi, una volta che ho avuto la certezza che la palla era nostra, mi sono lanciato. Sono partito veloce, come se fossi stato attirato da qualcosa. Il gol io l’ho segnato prima nella mia testa che sul campo, perché quella corsa aveva un finale già scritto. Penso di avere cominciato a chiamare la palla a Gilardino quando mi trovavo ancora nella nostra area di rigore, anzi, forse quando sono partito».

Il Del Piero pre-infortunio del 1998 era un giocatore impressionante, poi dopo l’infortunio perse un po’ di imprevedibilità, ma rimase un giocatore incredibile con numeri pazzeschi. Nonostante i tanti gol in Nazionale, si è un po’ perso nelle fasi finali di Mondiali ed Europei, salvo ovviamente fare la sua bella figura nei Mondiali 2006.

Avendo raggiunto l’apice su così tanti fronti, ogni fine è stata un nuovo inizio per Alex Del Piero. Pertanto, è quasi impossibile negare che la sua eredità è quella che non si estinguerà mai.

La Juve lo ha celebrato con questo video di un gran gol contro il Real.

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