In ogni stagione ci sono delle partite cruciali. Per il Napoli, quella con la Real Sociedad era una di queste.

Il pareggio con i baschi è sufficiente a superare la prima fase di Europa League. Oltre a permettere agli azzurri di piazzarsi al primo posto nel gruppo F. Garantendo, così, alla squadra di Gennaro Gattuso l’opportunità di potersi presentare da testa di serie al sorteggio per le gare a eliminazione diretta.

Ringhio sta cercando di portare avanti un disegno ambizioso, utilizzando tutte le risorse disponibili.

Il grande pregio da riconoscere all’allenatore è stato quello di accorgersi spontaneamente cosa non andasse per il verso giusto. Facendo ammenda rispetto alle convinzioni maturate fino a qualche settimana fa.

Utilizzando le indicazioni ricevute dalle sconfitte interne con Az Alkmaar, Sassuolo e Milan per correggere l’assetto. Rimodellato la squadra senza perdere praticamente nulla rispetto al tentativo di dominare costantemente il gioco attraverso il possesso.

Un lavoro metodico, che presuppone pazienza e ottimismo. Anche al di là dei risultati maturati a breve termine. Soltanto in questo modo, infatti, è possibile superare i momenti difficili.

Perché un progetto cresce se gli viene concesso il tempo di cristallizzarsi. Facendo un investimento concreto in termini di fiducia incondizionata.

La fortuna di Gattuso è stata proprio avere alle spalle una società che l’ha sempre sostenuto. Nelle segrete stanze del potere a Castel Volturno non hanno mai diffidato delle sue idee.

Presidente e direzione sportiva si rendono conto che proprio la conquista dei Sedicesimi potrebbe rappresentare l’inizio, in meglio, di un profondo cambiamento.

Ovviamente, nonostante il Napoli abbia centrato il primo obiettivo stagionale, alcune grane tecnico-tattico restano irrisolte.

Innanzitutto, non è possibile continuare a giocare trotterellando. A maggior ragione se devi comprendere e mettere in atto la filosofia di Gattuso. Qualcuno lo fa ancora. Determinando, nel migliore dei casi, letture inefficaci. Nel peggiore, una influenza dannosa per il collettivo.

Anche se non deve essere trascurata la circostanza che con un nuovo stile di calcio, complesso e fisicamente molto impegnativo, i partenopei danno l’impressione di essere addirittura migliorati.

Appare evidente, dunque, che non è affatto una mera questione di sistema. Bensì, l’interpretazione dei movimenti – collettivi e individuali – nelle due fasi.

In questo senso, uno sguardo più approfondito rivela che l’effetto complessivo di queste variazioni ha generato risposte positive.

La squadra azzurra, dal punto di vista della compostezza e della lucidità, sembra finalmente sulla strada giusta per acquisire maggiore stabilità. Capace di costruire la manovra o rifinirla, colpendo gli avversari in transizione. Senza, però, scoprirsi pericolosamente. Restando sostanzialmente solida ed equilibrata.

Il tutto condito da una elefantiaca voglia di sacrificarsi. Nonché, soffrire nell’ottica di ottenere il target prefissato.  

Per certi versi, l’interrogativo è se il Napoli possa rinunciare a cuor leggere alla qualità di Fabiàn Ruiz. Nessuno vuole perdere un giocatore potenzialmente in grado di trasformarsi in un Top Player di livello assoluto.

Appare evidente che questa sera il tentativo di coinvolgere lo spagnolo nel continuo giropalla, alzando la linea difensiva senza disunirsi, con lo scopo di mantenere le distanze tra i reparti strette e corte, sia progressivamente naufragato.

Sulla scorta del pressing altissimo portato dalla squadra di Alguacil, aggressiva fin dentro la trequarti partenopea. E pure oltre. 

La costruzione dal basso è il mantra della dottrina postulata da Gattuso. Ma l’Europa ha delle regole tutte sue. Differenti dalla Serie A, in cui ritmo monocorde e intensità mai massimale sono ancora tollerabili.

A mitigare il vuoto in mediana lasciato qualche volta di troppo da Fabiàn Ruiz, ha provveduto Bakayoko. Al netto di una fisicità debordante, il francese di origini ivoriane non si limita a proteggere la linea difensiva dalle imbucare centrali.

Organizza l’azione, trasmettendo calma e sicurezza. Insomma, rende migliori quelli che giocano vicino a lui.

In definitiva, alla fine festeggiano un po’ tutti. La Real Sociedad, che passa come seconda, alla luce della contemporanea sconfitta dell’Az Alkmaar con il Rijeka.

Mentre il Napoli, da testa di serie, al sorteggio s’è scansato almeno un paio di nobili decadute, retrocesse dalla Champions League: Manchester United e Ajax…

Per approfondire

Segui anche PerSempreCalcio

Banner 300 x 250 – De Luca – Post