Superato lo scoglio al Deutsche Bank Park di Francoforte, al Napoli non resta che blindare il passaggio al Maradona con due risultati su tre a disposizione. O addirittura accettare una sconfitta di misura pur di superare il turno. Il diktat per la gara di ritorno è quello di sempre in queste circostanze: non abbassare la guardia. I quarti sono alla portata degli azzurri, ma è doveroso non peccare di presunzione. Intanto i bookmakers si lanciano nelle solite previsioni statistiche in vista del ritorno.

Dopo la gara di andata, le quote vincente Champions League riferite al Napoli hanno subito un ulteriore decremento: i partenopei sono realmente tra i favoriti del torneo, nonostante Real, Bayern e City facciano davvero paura. Madrileni a 6.50/7.50, bavaresi a 4.50 e inglesi a 3.00. Il club di De Laurentiis ha iniziato la competizione in veste di outsider totale, quotata persino a 100 prima dell’esordio casalingo contro i Red Devils di Klopp. Partita dopo partita i margini sono diminuiti progressivamente fino ad eleggere il Napoli come una delle più accreditate per la vittoria del titolo.

Del resto anche la gara con l’Eintracht ha dimostrato come la squadra di Spalletti abbia imparato ad essere Napoli anche in Europa, e non solo in Serie A. Maturità, forza, consapevolezza. Dopo il primo quarto d’ora di parziale sofferenza, l’undici di Osimhen ha mostrato intensità e autorevolezza, senza concedere praticamente nulla alla formazione di Glasner per 90 minuti. Uomo chiave del match, soprattutto nella prima frazione: Hirving Lozano. Suo l’assist per l’uno a zero del nigeriano. Suo l’assist per il due a zero negato, sempre per Osimhen. Tra il 34’ e la fine del primo tempo ha creato tre occasioni che hanno portato a un palo con annesso rigore e poi gol del vantaggio. 

Napoli

Singolari le reazioni della stampa tedesca all’indomani della vittoria azzurra. Dopo il netto successo a Francoforte i media hanno reso merito alla squadra di Spalletti: “Per tutta la partita superiore, giocando un calcio a velocità altissima. Dopo il rosso di Kolo Muani il Napoli ha amministrato, raddoppiato e sfiorato il terzo che avrebbe attribuito alla gara di ritorno il compito di classica sgambata infrasettimanale sul pitch del Maradona. La gara al Deutsche Bank Park di Francoforte ha confermato che il Napoli è una delle migliori d’Europa, letteralmente in grado di placare un avversario che gioca in modo diverso rispetto alla nostra Serie A e, allo stesso tempo, di offrire uno spettacolo divertente sul piano tecnico-tattico: spettacolo che da tempo non aveva più il cartellino Made in Italy. Adesso restano i 90 minuti del ritorno. Ed è lecito chiedersi cosa aspettarsi dall’Eintracht di Glasner orfana di Muani.

I tedeschi potranno giocare solo parzialmente una gara di attesa. Sarà piuttosto prevedibile attendersi un Eintrach formato casalingo stile primi quindici minuti: inizio arrembante con un 4-3-3, pressione marginale con possesso palla dei centrali azzurri e maggior pressing sulla ricezione dei centrocampisti con raddoppio della marcatura. È lecito attendersi un centrocampo stretto in mediana che prova a interdire la capacità di ragionamento dei vari Anguissa, Zielinski e Lobotka. Nel primo quarto di gioco  l’Eintracht ha totalizzato 3 dei 5 tiri totali e 4 dribbling totali su 9 dribbling. Azzurri in astinenza nello stesso periodo, con zero tiri e dribbling (alla fine saranno rispettivamente 18 e  17). Ma al ritorno Glasner dovrà studiare qualcosa di più efficace per provare a capitalizzare un risultato ostico dalla partenza. L’assenza di Muani peserà oltremodo sulla tattica del mister tedesco.

Partita di ritorno al Maradona affidata all’inglese Antony Taylor (precedente ai sedicesimi di Europa League del 22 febbraio 2018, Lipsia-Napoli 0-2 ). Napoli in campo molto probabilmente con un 4-3-3: Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Rrahmani, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski; Lozano, Osimhen, Kvaratskhelia.

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