Nonostante il mezzo passo falso di domenica scorsa, il Napoli continua ad essere una delle legittime pretendenti per i tre posti ancora da assegnare nella prossima Champions League. Tenendo presente che uno è stato conquistato proprio la scorsa settimana dall’Inter Campione d’Italia.

Nel mini-campionato che deciderà l’accesso alla Coppa dalle Grandi Orecchie, gli azzurri hanno già sprecato un’occasione importante contro il Cagliari, in piena lotta salvezza. E sabato pomeriggio li attende un’altra pericolante: lo Spezia.

Aggressiva e propositiva, altro che neopromossa

Quella affidata alle cure di Vincenzo Italiano è sicuramente una squadra atipica, che non sembra aver patito particolarmente il salto di categoria. Per essere una neopromossa, all’esordio assoluto in Serie A, infatti, propone un calcio piacevole da vedere. A tratti pure ambizioso. Senza, tuttavia, sfociare in mera presunzione.

Allo stato attuale, i liguri sarebbero virtualmente salvi. Anche se, mantenendo la linea di galleggiamento a soli tre punti dal terz’ultimo posto, pensare di potersi già rilassare appare inimmaginabile.

Eppure, nonostante siano rimasto fuori dalla zona retrocessione praticamente per tutta la stagione, ciò che conta veramente, sarà soltanto la posizione occupata alla fine del campionato.

Nondimeno, l’impressione che gli spezzini abbiano le risorse tecniche ed emotive per cercare di conquistare la salvezza, non è affatto campata in aria.  

Del resto, la volontà di determinare il proprio destino attraverso un gioco propositivo, contro qualsiasi avversario, piuttosto che speculare sugli errori altrui, rientra nel dna dell’allenatore.

Il classico emergente, il cui nome sembra essere sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori. Destinato a nuovi e maggiormente ambiziosi palcoscenici non più tardi del prossimo anno.

Come attacca lo Spezia

In effetti, è sin troppo riduttivo affermare che lo Spezia giochi bene. La squadra di Italiano ha una precisa identità. Un marchio di fabbrica che non può derogare da princìpi ben definiti, in entrambi i momenti in cui si articola il match. Mantenendo sempre il medesimo approccio tattico.

Una filosofia che si traduce, in fase di possesso, nel tentativo di comandare il flusso della partita, senza snaturarsi, o rinunciando ad un calcio intenso e qualitativo.

Sostanzialmente, un ruolo fondamentale viene attribuito allo sfruttamento dell’ampiezza. Il giropalla è funzionale a creare continuamente spazi. Da aggredire, conducendo il pallone precisamente là. Oppure saturandoli, attaccando senza palla quella specifica porzione di campo, lasciata momentaneamente scoperta.    

In questo contesto, la pazienza nello sviluppare la manovra acquisisce una duplice valenza. Da un lato, consente alla squadra spezzina di leggere l’atteggiamento dell’avversario, interpretandone a proprio vantaggio la tendenza nello scivolare verso la palla, per fare densità in zona possesso. Dall’altro, creando i presupposti per sfruttare il lato debole.

Tutte situazioni in cui Italiano porta molti uomini nella metà campo altrui. Cosa che il Napoli non fronteggia con particolare gioia…

Difesa alta ed aggressiva

Uno degli obiettivi dello Spezia, in fase di non-possesso, è quello di aggredire la controparte, indipendentemente dal suo blasone, con l’esigenza di recuperare il pallone quanto prima. Nonchè, il più in alto possibile. Senza, al contempo, trascurare le marcature preventive. Mantenendole ferocemente attive e mai attendiste sui potenziali appoggi.

Altresì, bisogna riconoscere all’ex allenatore del Trapani, condotto dalla Serie C alla cadetteria, di avere imposto una certa flessibilità al pressing di squadra.

Ovvero, orientare l’aggressione non necessariamente andando a “caccia” del pallone. Certe volte, invece, la pressione, chiudendo le linee di passaggio, diventa funzionale all’intercettamento: perché costringe all’errore, forzando la giocata.

Chiaramente, in base all’altezza della riconquista e al posizionamento dell’avversario, lo Spezia interpreta poi la fase di transizione. Sviluppando un attacco diretto, qualora l’avversario fosse in sottonumero. Altrimenti, consolidando il possesso per fronteggiare una squadra equilibrata sotto la linea della palla.  

Uno scenario che il Napoli potrebbe comunque non apprezzare tantissimo…

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