Il Napoli ha rotto gli indugi, aspettando fino ai primi di luglio e l’inizio del ritiro a Dimaro, per stabilire il destino dei suoi giovani talenti.

In particolare, quelli considerati ancora non del tutto pronti a essere aggregati nel gruppo di Spalletti. Quindi destinati a maturare altrove la prima esperienza nel calcio dei “grandi”, sottoscrivendo un contratto da professionista.

Specialmente per chi, la scorsa stagione, ha messo in mostra tutte le sue qualità con la Primavera, le occasioni di mercato non mancano di certo. In soldoni, sono affari low cost: spesa minima e rendimento garantito, qualora confermassero quanto di buono fatte intravedere con i pari età.

Nella testa di Cristiano Giuntoli c’è un disegno preciso immaginato per ciascuno dei “ragazzini” cresciuti nel settore giovanile.

Il discorso portato avanti dalla direzione sportiva partenopea è sin troppo semplice. C’è un momento della vita calcistica in cui bisogna uscire necessariamente dalla propria comfort zone.

Così, il diesse azzurro ha prima vagliato attentamente le offerte giunte da più parti per i migliori prospetti della squadra allenata da Nicolò Frustalupi.

Dunque, ha rotto gli indugi, salutandoli nel giro di pochi giorni e avallandone il prestito: Antonio Cioffi al Pontedera, Coli Saco e Antonio Vergara alla Pro Vercelli, Giuseppe D’Agostino alla Juve Stabia.

Cioffi al Pontedera

C’è sempre qualche dubbio nel trovare la precisa collocazione tattica ad un esterno assai qualitativo come Antonio Cioffi (classe 2002).

Può sicuramente fare comodo al Pontedera, a patto che non pensino di tenerlo vicino alla porta. Al contrario, vogliano godersi le indubbie abilità tecniche, tipiche di chi sa destreggiarsi su entrambi i lati dello schieramento offensivo. Nonostante sia bel lontano dal prototipo dell’ala sgusciante, dal baricentro basso.

Infatti, nonostante la fisicità – è alto circa 1,80 – interpreta il ruolo in chiave moderna. Cioè, dimostrandosi a suo agio sulla destra. Ma comunque in grado di muoversi efficacemente sull’altro lato del campo, pur non essendo mancino. Ovvero, schierato piede opposto.

Antonio Cioffi

Cioffi vanta due presenze con il Napoli. L’esordio in Serie A il 17 gennaio 20021, nei minuti finali di Napoli-Fiorentina, partita finita 6-0. Maglia numero 58 sulle spalle, al 79′ Gennaro Gattuso lo fa entrare al posto di Lorenzo Insigne.

L’anno passato, invece, a gettarlo nella mischia fu Luciano Spalletti, ancora contro la Viola. Cioffi subentra a Lobotka in pieno recupero, nella sfortunatissima gara valida per gli Ottavi di Coppa Italia, pareggiata all’ultimo respiro dei tempi regolamentari e dopo persa ai supplementari.

Saco e Vergara alla Pro Vercelli

Debutto davanti al pubblico napoletano, seppur solamente in amichevole, anche per Antonio Vergara (classe 2003). Serata da incubo per il Napoli, travolto in amichevole dal Benevento (1-5) a pochi giorni dal big match con la Juventus. Ma non per lui, che si carica il centrocampo sulle spalle. Diversamente dai “senatori”, svogliati, poco reattivi, ci mette voglia e intensità: verticalizza, trova gli spazi saltando l’avversario. Crea gioco quel tanto da meritarsi la palma di sorpresa della serata.  

Un infortunio ne ha un pochino frenato l’ascesa. Con Frustalupi ha ricoperto ogni spot del centrocampo.

Alto all’incirca quanto Fabiàn Ruiz (1,87), cui viene accostato per tipologia di movimenti, è comunque dinamico, nonché svelto nelle letture. Potrebbe funzionare bene come mezz’ala oppure trequartista centrale.

Tutt’altra tipologia di centrocampista, Coli Saco (classe 2002). Un giocatore fortemente strutturato, vicino ai due metri d’altezza.

NAPOLI PRIMAVERA

Può trovare la sua collocazione in un reparto in cui ci sia urgenza di schierare un frangiflutti, che possa mettersi tra la porta e gli avversari, facendo da equilibratore, dando le giuste coperture.

D’agostino alla Juve Stabia

Giuseppe D’Agostino (classe 2003) è un mancino esuberante. Frustalupi non ama variare il sistema di gioco. Ancorando i suoi esterni a sobbarcarsi un lavoro a tutta fascia, che li spreme non poco.

All’interno di un contesto meno conservativo, orientato a proporre calcio, D’Agostino potrebbe determinare, perché ti punta e ti lascia sul posto. Insomma, una risorsa da tenere in rosa e gettare nella mischia per la Juve Stabia, con l’intenzione di variare ritmo alla partita.

In realtà, il suo destino appare abbastanza scritto: trasformarsi da seconda punta a esterno iperoffensivo.

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