Ogni allenatore reagisce alle avversità strettamente connesse alla sua professione in maniera diversa. Senza, tuttavia, mai rinunciare alla propria identità.

E’ quello che ha fatto pure Gennaro Gattuso, dopo la vittoria ottenuta sul filo di lana contro l’Udinese.

Nonostante i tre punti conquistati in extremis, infatti, l’allenatore è finito ancora una volta sul banco degli imputati. Al di là delle scelte tecnico-tattiche, il Napoli ha confermato in Friuli l’impressione negativa suscitata dalle ultime uscite. Specialmente quelle casalinghe.

Quanto credito gode Gattuso a Napoli

Gli azzurri appaiono ben lontani da potersi definire una squadra. Continuano a vivere di giocate estemporanee ed episodiche. E si appoggiano esclusivamente sui singoli per risolvere le partite.

In sostanza, pur non mancando gli interpreti di qualità, sembrano davvero che abbiano smarrito la chimica di gruppo.

Alla luce di quello che s’è visto alla Dacia Arena, dunque, le dichiarazioni di Gattuso nel post gara, restituiscono l’immagine di un allenatore sull’orlo di una latente crisi di nervi.

Sicuramente coerente con le proprie convinzioni. Che, tuttavia, non riesce ad analizzare in maniera asettica e distaccata, quanto il Napoli venga limitato nel percorso di crescita, proprio dall’integralismo tattico del suo condottiero.  

Il pistolotto propinato urbi et orbi nei confronti delle radio e dei siti, quindi, ha sollevato un vespaio di polemiche. Perché Ringhio finora ha goduto di un ampio credito.

Quei suonatori di violino che nascondono la verità

Specialmente da parte dei cd. “suonatori di violino”, sempre pronti ad avallare le decisioni di chi gestisce la squadra dalla panchina. Nonché, assai caustici nell’entrare a gamba tesa sulle responsabilità da imputare a carico di chi, questo gruppo, l’ha costruito.

Forse qualcuno spera, che stendendo un velo di omertoso silenzio sul modo con cui la rosa è stata allestita, si possa dimenticare l’insensatezza di talune operazioni portate a termine dal diesse.

Pertanto, visto il coinvolgimento diretto in sede di mercato sulle vicende attuali del Napoli, non sarebbe poi campato tanto in aria chiamare in correità anche Cristiano Giuntoli.

Sulla base di queste considerazioni, magari sarebbe il caso che Gattuso la smettesse di indignarsi per il comportamento della stampa.

Perchè fiducia e pazienza non si coniugano all’infinito. Ed il credito che vantava tra tifosi e addetti ai lavori con la vittoria della Coppa Italia si sta pericolosamente esaurendo.

E poi, impartire lezioni di etica è sempre controproducente. Non fosse altro che, secondo una teoria diffusa largamente nel mondo del calcio, poco incline a condotte adamantine, il moralista è null’altro che un peccatore… cui è mancata l’opportunità di ricevere l’offerta giusta!  

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