Amir Rrahmani sta vivendo un momento della stagione assai proficuo. Nelle ultime settimane, ogni qual volta è stato chiamato in causa, s’è fatto trovare sempre pronto.

E’ indubbio che il suo rendimento sia cresciuto in maniera esponenziale. Segno che in un ambiente dove troppo spesso si pretende tutto e subito dai nuovi acquisti, non sempre quel che luccica si dimostra immediatamente oro colato. 

Alcuni, magari, non sono ancora pronti. Anzi, necessitano di un lavoro suppletivo. Una sorta di apprendistato, per limare aspetti del gioco e sgrezzarne determinate caratteristiche tecniche.

Modi differenti di difendere

Quando si parla del kosovaro, ben pochi sottolineano quanto siano diversi i princìpi con cui Gennaro Gattuso ispira il Napoli, rispetto a quelli che intende veicolare ai suoi Ivan Jurić.  

Gli azzurri difendono “di sistema”, con particolare riferimento alla compattezza del reparto arretrato. Di rado, quindi, rompono l’allineamento. Si ragiona come un corpo unico, scivolando lateralmente o passandosi le marcature, in ossequio al principio dell’attacco e copertura.

Il Verona, al contrario, prevede un organizzatissimo sistema basato sul sovrannumero, onde evitare le situazioni di uno contro uno. Continue marcature a uomo, in ogni zona di campo, senza alcuna preclusione circa la posizione della palla.

Da questo punto di vista, Rrahmani s’è dovuto calare in una realtà completamente agli antipodi, dovendo migliorare nelle letture. Motivo principale per cui, in qualche occasione, le sue scelte non erano abbastanza efficaci in rapporto ai movimenti compiuti dall’altro centrale.

Esaltarsi nel calcio propositivo del Napoli

Ovviamente, il contesto tattico ideale facilita l’emersione di talune qualità. In quest’ottica, l’abilità del Napoli nell’esprimere un calcio dall’indole marcatamente propositiva, non può affatto prescindere da una difesa estremamente aggressiva.

D’altronde, uno degli elementi che ha contribuito a scavare una profonda differenza con lo Spezia è stato proprio la fase di non possesso degli azzurri. Un atteggiamento proattivo, funzionale ad accorciare in avanti, verso la palla, piuttosto che scappare a protezione dell’area di rigore.

Con un Rrahmani molto alto, capace di braccare Agudelo prima e Piccoli poi, predisponendosi all’anticipo o all’intercetto.

Alzando la linea difensiva fin dentro la trequarti ligure, infatti, i partenopei hanno disinnescato la profondità. Generando al contempo un effettivo vantaggio al momento della transizione.

Perché il Napoli, oggettivamente, è una squadra che riattacca con grande qualità. E dopo riparte velocemente, esplorando tanto l’ampiezza quanto la profondità…

Segui anche persemprecalcio.it

Banner 300×250 – Messere – Laterale 2