Il futuro di Fabiàn Ruiz è in bilico, al punto che la sua permanenza all’ombra del Vesuvio appare sempre più traballante.

L’ex Betis, infatti, non ha accettato il prolungamento di un anno, dal 2023 al 2024, con l’inserimento di una clausola rescissoria da 30 milioni di euro, che non lo avrebbe certo blindato in caso di offerte ritenute appetibili dal Napoli per lasciarlo partire.

Mettendo così la società davanti al classico bivio. Ovvero, scegliere tra due opzioni altrettanto rischiose: cederlo, ma solamente al cospetto di un congruo “obolo”. Oppure consentirgli di giocare la prossima stagione con il contratto in scadenza.

Quante chiacchiere attorno a Fabiàn

Al di là delle voci fantasiose messe in giro dai soliti  commentatori, imbeccati ad arte chissà da quali espertoni di mercato, all’orizzonte si profila una separazione.

Insomma ci potrebbe anche stare che il Napoli e Fabiàn Ruiz decidano di concludere il rapporto professionale in maniera consensuale, nonché redditizia per entrambe le parti, piuttosto che divorziare bruscamente.

A tal proposito, si susseguono i rumors. L’ultimo in ordine di apparizione vorrebbe il numero 8 in maglia azzurra all’Atletico Madrid in cambio di Rodrigo De Paul. Chiacchiere da bar, considerando che attualmente i colchoneros, per coprire il ruolo di pivote, sono in pole position su Soler del Valencia.

Al momento, invece, meno percorribile la via che conduce al Real Madrid. I Campioni d’Europa hanno appena annunciato Aurélien Tchouaméni. Per 100 milioni di euro, il 22enne centrocampista della nazionale francese saluta il Monaco e raggiunge i Blancos.

La politica inderogabile del Napoli

Quindi, come già accaduto la scorsa annata a Insigne, Mertens e Ospina,il metodista spagnolo si unirà al gruppo in ritiro a Dimaro prossimo allo svincolo, con la possibilità poi di firmare per un’altra squadra a gennaio. Del resto, nella medesima situazione si trova pure Koulibaly.

Gli umori dalle parti di Castel Volturno sono abbastanza grigi. Il club partenopeo non vuole recapitare nessun ultimatum a Fabiàn Ruiz. Ma ne agevolerà la cessione soltanto se qualcuno si presentasse con una paccata di soldi. Presumibilmente tra 30 e 40 milioni.

La linea mercantile caldeggiata da De Laurentiis continuerà ad essere quella di non trattenere i calciatori controvoglia.

Nondimeno, il Napoli deve avere il suo tornaconto. In soldoni: fuori uno, dentro uno. Politica accorta e lungimirante, funzionale a bilanciare i vuoti creati in organico da eventuali partenze.

Malcontento strisciante nel gruppo

La necessità di tagliare radicalmente i costi per rendere gli stipendi maggiormente sostenibili rispetto al fatturato ormai è una necessità impellente del presidente.

Tuttavia il fatto che in tanti (decisamente troppi…) palesino un evidente malcontento, forse è sintomatico di un sentimento strisciante all’interno dello spogliatoio.

Altro che ridimensionamento del monte-ingaggi. L’impressione che la proprietà voglia dar vita ad una vera e propria rivoluzione sembra tutt’altro che campata in aria.

Voler inseguire fortemente la strategia del rigore economico è una scelta legittima di Adl. Ovviamente, analogo diritto va riconosciuto ai giocatori. Non dimentichiamo mai che sono professionisti e dunque valutano liberamente le migliori offerte che ricevono.

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