Il Napoli è riuscito a vincere, con merito, anche nella tana del Diavolo, mostrando la personalita’ ed il carattere, tanto desiderato lo scorso anno, e la consapevolezza di una solida “cazzimma”, nel saper attendere e sfruttare al massimo, i limiti di un avversario, certamente arrembante, ma di sicuro, poco concreto sotto porta.

Certamente i tiri verso la porta degli azzurri sono stati tanti, ma come si e detto sempre, nel calcio esiste il portiere, ed e stato messo lì, proprio per evitare che i palloni, un po’ come i pesci, entrassero nella rete, consegnando poi, alla storia della gara, la sofferenza di aver subito, rispetto all’ aver dato.

E va detto, che Alex Meret, uno dei migliori in casa azzurra, ha eseguito alla lettera il suo compito, con l’apporto dei finalizzatori rossoneri, che certamente lo hanno aiutato in questo, ma non gli si puo’ togliere il merito di aver chiuso, in modo perentorio, una porta che sembrava, alla vigilia, piu’ spalancata di quanto si potesse immaginare

Il diavolo, non dimentichiamolo, ha dovuto anche fare i conti con il muro difensivo, eretto in modo egregio, dai 4 cavalieri dell’ apocalisse azzurra, a difesa di un . fortino, sempre più saldamente controllato, da forze centrali filo Kosovaro-Coreane (Rrhamani-Kim), che hanno consentito il minimo sindacale, alle forze indiavolate di Pioli.
Poi se aggiungiamo, l’organo di controllo, formato dal duo Anguissa-Lobotka, il primo lo si potrebbe definire, un vero e proprio mastrino, pronto a mordere chi solo provava ad oltrepassare il confine, impartendo, da solo, lezioni di calcio a Tonali e compagni.Il secondo? Gli aggettivi per il mago della logistica sono quasi esauriti, anche perche’ le sue prestazioni hanno abbondantemente superato l’ottimo, l’unica cosa che si puo’ aggiungere sul mago, lui, nel gergo militare, unisce massa, mettendo i difensori in posizioni privilegiate, e sorpresa, quando decide di attaccare, lasciando impreparato chi si difende! Imprescindibile.

I Granatieri, E giunse l’ora…

Quando pero’, dopo tanto esitare, giunse l’ora di affondare il colpo per trafiggere il diavolo, ecco che il Tamburino Georgiano (Kvara), decide di suonare “luci a San Siro”, regalando a Don—Matteo (Politano), la possibilita’ battere il numero uno rossonero, regalando gioia ai suoi, e tanto inferno ai diavoli cadenti!

Ma il diavolo reagisce, e coglie l’attimo, e l’equilibrio viene ristabilito, con attacchi ai fianchi ben contrastati dalle 4 giornate di Napoli…che finalmente decide di sferrare l’attacco finale. Entra lui, l’ultimo granatiere Argentino (Simeone), che decide, con grande forza e caparbietà’, di “annientare definitivamente il diavolo ,con l’aiuto dell’infiltrato portoghese (Mario Rui) e con un colpo di testa magistrale, lancia la mina che fa saltare il banco…portando il Napoli sul tetto d’Italia! 

L’ultimo attacco del diavolo, lo chiude in via definitiva, il Santo patrono di Napoli, che trovandosi in visita da Sant’Ambrogio, soffiò’ quel tanto che basta, per spostare l’equilibrio di una mina vagante, lasciandola inesplosa, proprio su quel ferro, che stroncò’ definitivamente il momento fumantino del diavolo! Un “Miracolo a Milano” desiderato quanto atteso, consolidato il giorno dopo, nella sua casa del Duomo partenopeo, con i suoi fedeli a ringraziarlo due volte, uno per aver contribuito al continuare del sogno, ed il secondo, per aver confermato, che Napoli e San Gennaro, sono e saranno sempre legati, perche’ il sangue non e mai stato acqua calda!

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