Sulla polemica innescata nei giorni scorsi dal mancato accordo tra la Giunta Comunale di Napoli e la società di calcio, gestita da Aurelio De laurentiis, che ha determinato l’annullamento della inaugurazione dello stadio di Fuorigrotta, è intervenuto Diego Armando Maradona Jr, rilasciando alcune dichiarazioni ai microfoni di “La Repubblica”.

Per me è molto complicato esprimermi. Non so cosa sia successo tra il Napoli e il Comune; non voglio neanche entrarci. Mi preme solo evidenziare un aspetto anche per il futuro. Lo voglio sottolineare. Qualsiasi cosa sarà organizzata in città per ricordare mio padre, non può prescindere dal coinvolgimento della famiglia. Dobbiamo essere informati e naturalmente invitati. Credo sia fondamentale…”.

Il figlio de El Diez prosegue senza alcuna acredine, ma con la consapevolezza che le sue parole debbano necessariamente essere recepite da chi finora ha fatto finta di essere sordo a certe rimostranze.

Vogliamo essere considerati in ogni situazione che riguardi mio padre. Non parlo soltanto di me. Penso anche a mio fratello e alle mie sorelle: Diego Fernando, Dalma, Gianina e Jan. Vivono tutti in Argentina, abitando a 15mila chilometri di distanza, magari non sanno nulla”.

Le parole con cui Diego Jr concludono l’intervista sono emblematiche di quanto fosse inutile inaugurare ufficialmente lo stadio, nonchè la statua che avrebbe campeggiato all’esterno dell’impianto, senza la presenza dei napoletani.

Papà dev’essere abbracciato dalla gente. Senza pubblico è perfettamente inutile parlare dell’inaugurazione dello stadio!“.

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