Nikola Maksimović rappresenta uno misteri più buffi dell’estate calcistica. Il contratto del difensore centrale è scaduto il 30 giugno. Tanto che il suo destino sembrava davvero lontano da Napoli. Le nuove esigenze economiche del club partenopeo, infatti, non si sposavano affatto con le richieste economiche avanzate dall’entourage del serbo per sottoscrivere un nuovo vincolo contrattuale.

Così, consapevole di liberarsi a parametro zero, Maksimović ha atteso finora invano una chiamata. Sperando che lo status di svincolato ne facesse una risorsa appetibile sul mercato. Magari potenzialmente in grado di ottenere in termini di stipendio, quello che l’acquirente avrebbe potuto risparmiare sul costo del cartellino.

Niente di tutto questo s’è concretizzato. Del resto, questo modus operandi rappresenta probabilmente il passato. Quando il mercato era florido e rigoglioso. Caratterizzato da una diffusa e trasversale condizione economica di benessere. Impensabile, tuttavia, fingere d’ignorare le conseguenze prodotte attualmente dalla pandemia pure sul sistema calcio.

In soldoni, rimasto sostanzialmente senza squadra ed a corto di pretendenti, pare davvero che Maksimović stia spingendo per ritornare all’ombra del Vesuvio. Accontentandosi, addirittura, anche di un ingaggio inferiore rispetto al contratto appena scaduto.

Ovviamente, rifirmare il centrale serbo determinerebbe, come conseguenza principale, la rinuncia ad inseguire un altro difensore da inserire in rosa. Tipo, Marcos Senesi, del Feyenoord.

Tutt’altro discorso, invece, quello relativo al difensore del Malmö, Anel Ahmedhodžić. Classe ’99, svedese naturalizzato bosniaco. un’operazione in prospettiva, tipica della strategia del Napoli sul mercato internazionale. Occhio, però, alla concorrenza dell’Atalanta.

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