Lewandowski

Quando si alza la posta della gara il pallone pesa un quintale. Teniamo a mente questo concetto quando si tornerà a giocare in casa nostra.
In Italia l’aspetto psicologico della preparazione è sempre considerato un di più. Non è così.
Quando il campionato sarà nel momento clou quel pallone potrebbe diventare di cemento.

Abbiamo riscontrato il dato guardando l’Argentina perdere nel pomeriggio. Vedendo Leo Messi avvilito per l’incapacità di risolvere la questione araba.
Avvilito e sepolto da infinite critiche. Il girone è duro. Chi perde la prima è costretto a non sbagliare nulla più.
Abbiamo detto la Mente.
La mente fa la differenza a livelli tanto alti. Il pallone si fa pesante e la porta di fa minuscola.
Deve esser accaduto anche in serata. Messico vs Polonia, altro 0-0 senza grandi emozioni. Tanta corsa e poca qualità.
Un però c’è ed è un però che ci riporta alla questione Messi.
Un altro pezzo da 90, fallisce “evidentemente” la partita. La fallisce proprio in quella chiave psicologica che intendiamo ribadire.
Lewandowski. Il più forte attaccante d’Europa, mr. 18 gol in questa stagione col Barcellona e 50 nella scorsa con il Bayern Monaco. Sbaglia il rigore, tirandolo malamente e scomparendo dalla partita.
Lewandowski è un cecchino. Ha numeri dagli 11 metri impressionanti ma questa volta si fa ipnotizzare.
Il pallone pesa un quintale, la porta si fa minuscola e la mente non tiene.
Teniamolo caro il concetto quando si parlerà di Napoli e campionato.

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